Nella nuova puntata di Con i piedi per terra: germogli di soia, macchine agricole, salumi e innovazione con Oscar Green

C’e’ l’azienda che ha coinvolto il Politecnico di Milano nella realizzazione di un sistema di radiofrequenze per riconoscere l’origine delle carni di maiale dell’antica razza di ‘mora romagnola, chi ha realizzato un laboratorio per la lavorazione delle carni e un negozio per la vendita diretta, creando un posto di lavoro anche per i familiari.
C’e’ chi ha applicato il sistema di etichettatura a tutte le carni vendute a domicilio o attraverso il gruppi di acquisto solidale e chi ha deciso di produrre pasta solo con grani italiani; chi e’ andata a recuperare terreni abbandonati dove coltivare il farro tra i calanchi dell’Appennino ravennate e infine chi produce Parmigiano Reggiano biologico in un borgo medievale dell’Appennino parmense e lo esporta in tutto il mondo.
Sono le aziende che si sono aggiudicate la fase regionale di ‘Oscar Green’, il premio per l’innovazione in agricoltura promosso da Giovani Impresa Coldiretti, e delle quali vi parleremo nella nuova puntata di Con i piedi per terra. Una puntata che ha un menù molto vario: cominciamo infatti con l’innovazione in agricoltura per poi occuparci del mondo delle macchine agricole.
L’occasione è l’Assemblea dell’Unacoma, tenutasi a Dozza Imolese, nel corso della quale il presidente Massimo Goldoni ha reso noti gli ultimi dati di mercato che, dopo due anni di crisi, registrano un deciso segno più nelle vendite. E se la situazione italiana è sicuramente “viziata” dagli incentivi e dai fondi dei PSR, l’Europa dà inequivocabili segnali di ripresa.
L’appuntamento di Dozza è però anche l’occasione per presentare il prossimo appuntamento del settore, AGRILEVANTE, che si terrà a Bari a metà ottobre e che porrà l’attenzione sulle filiere mediterranee, le biomasse agricole e, per la prima volta nei padiglioni della Fiera del Levante dopo il successo nell’ultima edizione di Eima International, sulla multifunzionalità.
A vivere un momento molto felice sui mercati e ad avere l’export come voce derminante sono anche i salumi italiani,che volano in Europa, ma crescono anche oltre i confini del Vecchio Continente. Da Parma, sede dell’assemblea generale dell’Associazione Industriali delle Carni, tracceremo il quadro del comparto e le politiche di sviluppo senza dimenticare qualche curiosità sulle abitudini e sulle preferenze dei consumatori. Altro tema importante emerso durante l’incontro è quello della ridistribuzione del reddito lungo la filiera, in un momento in cui gli allevatori di suini devono fare i conti con costi di produzione balzati verso l’alto.
Ci sposteremo poi in Romagna per affrontare un altro argomento di grande attualità: il batterio killer, emergenza mal gestita che sta determinando gravi perdite economiche ai produttori di ortofrutta. E se Bruxelles ha messo nel piatto indennizzi pari a 210 milioni di euro per risarcire gli agricoltori, soldi che sono però limitati a cinque categorie di prodotti, c’è un comparto che pur in assenza di conferme di laboratorio è stato etichettato a più riprese come fonte della contaminazione e ora non vedrà arrivare alcun indennizzo. Stiamo parlando dei germogli, settore di nicchia che proprio per questo ha subito i contraccolpi più forti determinati dal susseguirsi di ipotesi e smentite. Noi siamo andati a visitare lo stabilimento dell’azienda Vivo di San Giorgio di Cesena, produttrice di una sessantina di tipi di germogli italiani. Il titolare Pietro Farnedi ha ricevuto la visita di Paolo Bruni, presidente di Cogeca, che ha voluto mangiare i germogli davanti alle telecamere: un gesto simbolico per un’azienda che dal momento in cui è scoppiata la psicosi batterio killer ha visto crollare il fatturato del 90%.

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