Nella Sicilia Occidentale turismo in ginocchio per la crisi libica

La crisi libica sta arrecando gravi danni al turismo nella provincia di Trapani ed in generale nella Sicilia Occidentale. Alle strutture turistiche, dopo la chiusura ai voli civili dell’aeroporto di Trapani Birgi, è arrivata una raffica di disdette. Nelle aziende agrituristiche del Trapanese – secondo Agriturist, associazione di settore della Confagricoltura – in una settimana, si è già registrato un 30% di rinunce.
Comincia così, nel peggiore dei modi, la stagione primaverile che il turismo aspettava per lasciarsi finalmente alle spalle i risultati negativi degli ultimi due anni, provocati dalla crisi economico-finanziaria mondiale. “”.
“La, sia pur graduale, riapertura dell’aeroporto di Birgi, annunciata dal Ministro La Russa – prosegue la nota di Agriturist – è un primo passo per ristabilire la normalità. Ma è anche importante che i mezzi di informazione evitino di diffondere allarmismi senza ragione, sia sul pericolo di lancio di missili da parte della Libia, sia su masse di profughi che starebbero per invadere la Sicilia. Non accade nulla del genere e tutto è completamente normale e tranquillo “.
Negli ultimi anni, in provincia di Trapani, è stato compiuto un grande sforzo, finanziario e organizzativo, per promuovere lo sviluppo turistico. In particolare, in cinque anni, le attività agrituristiche e di turismo rurale sono raddoppiate interessando circa 100 imprese. Questi investimenti hanno prodotto risultati molto positivi ma l’esposizione finanziaria delle aziende è molto elevata: se il brusco calo di presenze registrato in questi giorni dovesse protrarsi, si avrebbero gravi ripercussioni sui redditi delle aziende e sull’occupazione.

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