Nella spazzatura cibo sprecato per 8,7 mld, lo 0,5% del Pil

mangiar fuoriGli sprechi alimentari domestici valgono in Italia 8,7 miliardi di euro, pari allo 0,5% del Pil. Ogni famiglia italiana, secondo l’Osservatorio Waste Watcher, butta in media circa 200 grammi di cibo la settimana. Secondo i monitoraggi di Last Minute Market, inoltre, in un anno si potrebbero recuperare in Italia 1,2 milioni di tonnellate di derrate che rimangono sui campi, oltre 2 milioni di tonnellate di cibo dall’industria agro-alimentare e più di 300mila tonnellate dalla distribuzione. E i soli settori agricolo, industriale e distribuzione, contano insieme sprechi alimentari pari allo 0,2% del Pil. Questi dati ‘inaccettabili’ sono stati illustrati in occasione della presentazione, al ministero dell’Ambiente, del gruppo di lavoro per la definizione del Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare (Pinpas). Un’occasione per lanciare la Giornata nazionale contro lo spreco alimentare, che si celebrerà il 5 febbraio di ogni anno e che per la sua prima edizione del 2014 vedrà svolgersi anche gli Stati generali (una speciale consulta composta da enti, associazioni, organizzazioni e imprese), che assieme al gruppo di lavoro definerà il Pinpas. Contestualmente il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ha anche tracciato un bilancio ‘ambientale’ del 2013 e delineato le priorità del ministero del 2014: suolo, acqua, energia e rifiuti. “E’ un paradosso – ha sottolineato Orlando commentando i dati sullo spreco alimentare – che mentre aumentano le persone che hanno difficoltà ad accedere alle risorse alimentari, siano sempre più gli sprechi di cibo. Non bisogna poi dimenticare che il cibo buttato via diventa un costo, un rifiuto: è come se si gettasse l’acqua e l’energia che sono state utilizzate per produrlo”. Da questa realtà parte la strategia contro lo spreco alimentare: oggi un passo importante, l’istituzione del gruppo di lavoro, composto da Segrè, dal chimico Vincenzo Balzani, dalla regista Maite Carpio, dall’attore Giobbe Covatta e dalla scrittrice Susanna Tamaro. Un gruppo che dovrà lavorare, con la Consulta, alla definizione del Pinpas. Si tratta di un gruppo eterogeneo – ha spiegato Orlando – con personalità “dello spettacolo e della cultura che possono dare un messaggio preciso: diamo più valore al cibo, diamoglielo quando lo dobbiamo acquistare, conservare e consumare”. Orlando ha anche tracciato un bilancio ‘ambientale’ del 2013 e delineato le priorità del 2014. ”Ferite ancora aperte, qualche passo verso la rimarginazione di alcune di queste e una strategia di riferimento che comincia a delinearsi”, ha detto il ministro sull’anno che si sta per chiudere. “Sull’Ilva – ha ricordato – si sono registrati i primi risultati positivi, inoltre il 2013 è stato l’anno dell’inizio delle attività di rimozione della Concordia, in cui è stata approvata per la prima volta al governo la legge sul consumo del suolo e quello in cui è stata organizzata una strategia di contrasto ai rifiuti tossici nella Terra dei fuochi”. Per il 2014, ha concluso Orlando, i temi caldi saranno il suolo, mentre sarà definita una risposta organica sull’acqua e sarà anche l’anno in cui passeremo dal sistema energetico nazionale al piano energetico nazionale. Infine il ministro considererà l’allineamento dell’Italia agli obiettivi di raccolta differenziata indicati dalle direttive europee. (di Raniero Nanni) (ANSA)

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