Nessun rischio con i germogli italiani


Mentre in Germania la fonte della contaminazione da Escherichia Coli sembra essere stata individuata in un ruscello nei pressi di Francoforte i produttori lamentano le conseguenze economiche della psicosi killer. Tante ipotesi seguite da smentite non hanno di certo favorito la chiarezza.

Pubblichiamo la lettera che abbiamo ricevuto da parte dell’azienda Vivo, con sede a San Giorgio di Cesena, che produce germogli italiani e che venerdì 24 giugno riceverà la visita di Paolo Bruni, presidente di COGECA e di Gianluca Bagnara, assessore provinciale all’agricoltura, invitati per verificare di persona la salubrità dei germogli prodotti nello stabilimento.

Noi “germogliatori” siamo un numero veramente esiguo, con un fatturato decisamente basso se paragonato a quello degli altri prodotti agroalimentari, e pertanto non abbiamo sufficientemente forza per poter divulgare alcune informazioni che ritengo sia indispensabile che il consumatore conosca e per rilanciare il consumo dei germogli freschi prodotti in Italia. NON POSSIAMO PERMETTERCI UNA CAMPAGNA TELEVISIVA come fecero a suo tempo i produttori di pollame. Se non ricordo male all’epoca ci furono anche spot ministeriali e molti parlamentari e giornalisti si posero a difesa del nostro pollo. Famosa è rimasta l’immagine di Sposini che mangia il pollo durante una diretta del TG5.
Per quanto riguarda la mia azienda abbiamo ricevuto varie visite ispettive sia da aziende nostre clienti, che da organismi ufficiali di controllo per l’osservanza dei dettami del disciplinare biologico, compreso quello della Forestale per la verifica che i controlli da parte del nostro organismo di controllo ( IMC ) fossero fatti come da regolamento, che dai normali organismi di controllo sulle produzioni alimentari , AUSL e NAS. Tutte queste verifiche hanno SEMPRE accertato che il nostro stabilimento e i nostri prodotti sono assolutamente in regola con la normativa vigente, anzi abbiamo ricevuto i complimenti da parte dei controllori per la precisione delle nostra tracciabilità e la quantità notevole di analisi effettuate sui nostri germogli da parte di un laboratorio accreditato. Tutte le analisi effettuate da questi organismi di controllo su campioni prelevati in varie parti d’Italia dai nostri clienti, per la ricerca di germi patogeni o prodotti indesiderati, hanno sempre dato esito negativo.
Nonostante tutto questo, ora i nostri prodotti, sui quali abbiamo investito denaro nostro, non pubblico e sui quali abbiamo speso tanto tempo ed ulteriori denari per farli conoscere al consumatore italiano il quale fino ad alcuni anni fa conosceva solo il germoglio di soya ( che in realtà è fagiolo mung verde – vigna radiata e non soya – glycine max ) mentre noi siamo in grado di produrre oltre 60 varietà diverse di germogli, vediamo questi prodotti estremamente validi sotto il punto di vista nutrizionale, sul banco degli accusati, ma il dramma è che lo sono senza nemmeno l’avvocato d’ufficio.
I telegiornali hanno riportato il fatto che in nessuno dei prodotti prelevati dell’azienda tedesca sia risultato positivo al E.coli O104, nessun campione prelevato in tutta Europa delle varie ditte produttrici di germogli è risultato positivo al E.coli O104, lo stesso dicasi per i campioni prelevati presso di noi. NON AVENDO TROVATO NULLA SUI GERMOGLI, come possono continuare ad affermare che il problema è in questi prodotti? In questi giorni abbiamo sentito tutte una serie di affermazioni fatte dai Tedeschi, ma mai suffragate da riscontri analitici. Prima i germogli di soya, si badi bene all’ignoranza in materia di chi confonde soya con fagiolo mung, poi i semi di soya, poi germogli di legumi tra cui lenticchie, fagiolo azuchi, fieno greco e erba medica, questi ultimi non propriamente leguminose,poi bietola, ed infine, ma sarà finita? germogli di aglio, cavolo broccolo, e ancora fieno greco. Su tutti questi NON HANNO TROVATO IL BATTERIO. Però sostengono che è lì. Sembra che il Coli 104 sia stato trovato in una busta aperta di germogli di “soya” buttati nel bidone della spazzatura da una famiglia contagiata. E’ un modo per lo meno strano di prelevare campioni da cui dire poi che i germogli sono “infetti”.
Sempre dai telegiornali abbiamo appreso che sembra che un dipendente sia un portatore sano di questo batterio, poi sembra che 3 o 5 dipendenti che hanno mangiato germogli si siano ammalati. Oggi si è sui è raggiunto l’assurdo dichiarando che sembra che i dipendenti che hanno mangiato germogli di aglio, cavolo broccolo e fieno greco si siano ammalati, mentre quelli che hanno mangiato germogli di medica e ravanelli, tra i primi ad essere nominati all’inizio assieme ai germogli di soya non si sono ammalati, smentendo quindi ciò che i Tedeschi stessi avevano dichiarato nella prima ora.
E’ mai possibile che non si dicano le cose se non coi sembra davanti? Ritengo sia doveroso da parte dei Tedeschi, ma anche dal nostro Ministro FAZIO fare qualche comunicazione per chiarire definitivamente il caso affermando come minimo che i germogli NON SONO LA CAUSA, (il batterio non nasce durante lo sviluppo del germoglio, qualcuno o qualcosa DEVE averlo in qualche modo inoculato) ma forse il veicolo col quale la malattia si è divulgata. In ogni caso, fino ad ora, mi sembra che il fatto che i germogli siano la fonte dell’epidemia, sia un’ipotesi basata su indizi e non su prove analitiche.
Agli occhi della gente, tutto ciò che è soya o germoglio è pericoloso. Bisogna che qualcuno spieghi al grande pubblico, e Lei mi sembra la persona più qualificata in quanto conoscitore degli argomenti di cui normalmente parla, che il problema non è nato dai germogli, che i germogli non sono i prodotti a rischio, che comunque il problema è limitato ad una piccola zona della Germania a circa 1000 km da noi, che acquistando un prodotto italiano si mettono al riparo da qualunque problema visti i controlli che in Italia sono molto più severi che nel Nord EUROPA e che biologico significa che oltre ai normali controlli si aggiungono anche quelli degli organismi certificatori, quindi più controlli di conseguenza maggior sicurezza.
Pochissimi giorni fa è stato finalmente trovato in un ruscello, che confluisce poi nel Reno il quale sfocia nel nord della Germania a ovest di Amburgo. Che sia quella la vera causa delle diffusione dell’epidemia?

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.