Nomisma, ortofrutta tra nuovi mercati e incertezze post Brexit e Trump

Un mercato dell’ortofrutta dalla forte vocazione ad esportare, ma alle prese anche con incognite come la Brexit e le decisioni economiche della presidenza Trump, senza contare le incertezze politiche nell’area Sud del Mediterraneo e il permanere delle tensioni con la Russia. Questo, in sintesi, lo scenario che dovrà affrontare il mercato ortofrutticolo italiano, secondo una presentazione di Nomisma sul possibile impatto della Brexit e delle politiche protezioniste.

“A dispetto delle apparenze, – precisa Andrea Goldstein, managing director di Nomisma – l’economia globale va meglio, addirittura il 2017 dovrebbe fare registrare la miglior performance di crescita dall’inizio della crisi nel 2008, avvicinandosi al +4% a fine anno. A crescere maggiormente saranno Cina, che già nel primo trimestre ha superato le aspettative, e Stati Uniti ed in Europa la Germania con quasi il +2,0%. Anche gli altri grandi emergenti come Brasile e Russia si stanno riprendendo. Ma non per questo le nubi all’orizzonte si sono dissipate completamente. Instabilità finanziaria, protezionismo e populismo nell’America di Trump e altrove presentano un quadro complessivo che offre prospettive allettanti per l’industria italiana della frutta, che potrà ritagliarsi nuovi spazi nel breve periodo, dovrà però continuare a monitorare con attenzione le dinamiche politiche ed economiche a livello globale”.

Le elaborazioni di Fruitimprese sui dati ISTAT, hanno fatto registrare una sostanziale crescita del valore delle esportazioni, che nel 2016 hanno superato la soglia dei 4 miliardi e 750 milioni di Euro, con un incremento del 4,9 rispetto al 2015: il miglior risultato dal 2011. Positivo anche il dato riferito ai volumi che, con oltre 4 milioni e 250 mila tonnellate, cresce del 6,1%. In leggero calo le importazioni sia in volume (-,7%) che in valore (-2,4%).

“Per accompagnare il trend positivo dell’export italiano degli ultimi anni – aggiunge Marco Salvi, presidente di Fruitimprese – Bisogna che al settore ortofrutticolo siano date l’attenzione e l’importanza che merita. Congiunture negative hanno penalizzato e penalizzano le esportazioni in diverse aree strategiche; prima di tutto l’embargo russo. A questo si aggiunga l’instabilità politica e le guerre civili che stanno martoriando diversi paesi del Nord Africa. Situazioni alle quali si deve rispondere aiutando l’ortofrutta italiano ad espandersi in nuovi mercati. Dobbiamo creare le condizioni per poter crescere velocemente verso i nuovi mercati asiatici, in primis Cina verso i quale l’Italia può esportare solo kiwi. Serve con urgenza la definizione degli accordi blaterali che permettono di concretizzare i dossier già in discussione, quali pere e mele, e che permetterebbero, considerata l’ottima esperienza del kiwi, una crescita importante su questi due prodotti di cui l’Italia è leader di mercato a livello produttivo”.

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