Non serve seme certificato per accedere ai contributi. Sconcerto di Assosementi

L’associazione nazionale delle aziende sementiere, Assosementi, ha espresso oggi il proprio ”sconcerto” di fronte alla decisione del Comitato tecnico permanente agricoltura della Conferenza Stato-Regioni di sospendere l’obbligo di impiegare seme certificato per accedere ai contributi (previsti dall’art. 68) per il grano duro. Se la decisione dovesse essere ratificata, ha spiegato Carlo Invernizzi, presidente della Sezione sementi di cereali, ”si sconfessa la politica di qualita’ sviluppata negli ultimi vent’anni dal Ministero, iniziata con l’introduzione della lista di varietà che potevano percepire l’aiuto, sino all’obbligo dell’utilizzo di sementi certificate”. Invernizzi ha evidenziato che, senza i proventi che derivano dalla vendita di seme certificato, ”si condanna a morte il miglioramento genetico in un settore strategico per molte Regioni del centro-sud” e ”si rischia che una delle tipicita’ che il nostro Paese vanta sia sempre meno legata a produzioni nazionali”. (ANSA)

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