Nordest meno sprecone

2016 SprecoZero_ArancioneSe lo spreco alimentare sul pianeta costa ogni anno 1.000 miliardi di
dollari (una cifra vertiginosa, che sale a 2.600 miliardi con i costi «nascosti»
legati all’acqua e all’impatto ambientale), e se ogni anno l’UE getta 90 milioni
di tonnellate di cibo e ogni giorno in Europa si sprecano 720 Kcal di cibo a
persona, *arrivano anche I dati che riguardano il Nord-est, ovvero le Regioni
Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, monitorate
dall’Osservatorio nazionale sugli sprechi Waste Watcher (Last Minute Market /
Swg). E la prima considerazione che salta all’occhio è il ‘virtuosismo’ dei
cittadini di nord-est, che si dimostrano meno spreconi rispetto alla media
nazionale*. *Il costo dello spreco domestico a nord-est, infatti – ovvero il
cibo che finisce nella spazzatura transitando dal frigo alla pattumiera
domestica – è di 6,1 € settimanale, per 430 grammi di cibo gettato*. *Molto meno
che a livello nazionale, dove lo spreco settimanale si assesta su 570 grammi per
un costo medio di 6,7 € sprecati.* I dati saranno illustrati nel corso di 3
incontri in programma alla*Green Week 2016 a Trento: innanzitutto venerdì 4
marzo, alle 11.30 *(Università di Trento – Dipartimento di Sociologia e Ricerca
Sociale)*è in programma la lectio dell’agroeconomista Andrea Segrè, presidente
della Fondazione Edmund Mach*, sul tema “Il dopo Expo. Cosa resta del cibo”.
Sarà l’occasione per un punto intorno al cibo a pochi mesi dall’abbuffata di
Expo: uno screening ripreso nel libro “Cibo” (Il Mulino), uscito nei mesi scorsi
come dizionario essenziale intorno ai cibo e alle sue declinazioni nel nostro
tempo. *Degli scenari che si aprono dopo Expo il presidente Andrea Segrè
dialogherà anche sabato 5 marzo* (ore 15, Palazzo Geremia) *in occasione
dell’incontro con il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina* al
quale prenderanno parte anche il sociologo Aldo Bonomi e il Rettore
dell’Università di Trento Paolo Collini, coordinate dal direttore del Corriere
del Trentino Enrico Franco. E intanto, *venerdì 4 marzo (ore 16, Università –
Aula “B.Kessler” Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale) **in
collaborazione con la campagna Spreco Zero**prenderà il via da Trento il
progetto **Reduce**dedicato a “Comunicare la sostenibilità”.*Interverranno il
Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Barbara Degani e il curatore Luca
Falasconi con il Presidente del Gruppo Granarolo Gianpiero Calzolari, il
Direttore Generale di Conapi-Mielizia Anna Cavazzoni e Sabrina Citterio,
Responsabile corporate communication Edenred.
I dati dell’Osservatorio Waste Watcher evidenziano che a nord-est quasi 6
cittadini su 10 si preparano la lista della spesa prima di entrare al
supermercato (il 58%), più della media nazionale*. Ma solo 1 cittadino su 2 (il
54%) dichiara di insegnare spesso ai figli le buone pratiche antispreco. Il 20%
non lo fa mai. Forse per questo *fra i provvedimenti più richiesti c’è una vasta
campagna di educazione alimentare:* è al primo posto fra le misure utili a
prevenire e ridurre gli sprechi e la chiedono 8 cittadini su 10, insieme alla
richiesta di etichette più chiare sui prodotti alimentari, in relazione alle
date reali di scadenza. *Sullo spreco le idee non sono sempre condivise: per il
42 % degli intervistati a nord-est la situazione spreco è preoccupante* perché
la quantità di cibo che si getta è “grande”. Ma per il restante 39% la quantità
sarebbe invece “piccola”, mentre è “moderata” per il 39%. *Le cause dello
spreco? Si acquista troppo per il 51% degli intervistati *e “non si è capaci di
conservare adeguatamente” per il 25%. Segue chi “acquista troppe offerte” (11%)
oppure chi “cucina troppo” (6%).

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