Novello, il vino d’autunno che divide gli enoappassionati

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Il vino novello non ammette mezze misure: o lo si ama o lo si odia. A fronte di un 49% di italiani che ne acquista regolarmente una o due bottiglie ogni anno, ritenendolo uno dei simboli dell’autunno; c’è un 51% che non lo compra mai, preferendogli vini ottenuti con tecniche tradizionali. A dirlo è un sondaggio di www.winenews.it in collaborazione con Vinitaly che organizza anche ”Anteprima Novello” il 5 e 6 novembre a Verona. L’inchiesta, che ha coinvolto 1.365 ‘enonauti’ (amanti di vino & web), dimostra che il Novello divide l’Italia del vino in due. Ma quali sono le motivazioni che stanno dietro a questi sentiment, diametralmente opposti? Chi sceglie il novello, sottolinea il sondaggio, lo fa in primo luogo perche’ ritiene che sia uno dei simboli dell’autunno (54%): un sapore immancabile sulle tavole novembrine, come quello dei funghi, delle castagne o dell’olio appena spremuto. Per il 25% la motivazione e’ ancora piu’ semplice: lo comprano perche’ lo giudicano buono. Infine, il 21% ritiene l’acquisto del novello un vero e proprio rituale, paragonabile a quello del panettone a Natale o dell’uovo di cioccolato a Pasqua. Per coloro che, invece, non acquistano mai il novello, la motivazione principale (38%) e’ che gli preferiscono vini ottenuti con tecniche di vinificazione tradizionali; al 32% il novello semplicemente non piace, e il 29% lo considera una strategia di marketing messa in atto dalle aziende, soprattutto per vendere prima e fare cassa. Solo l’1% sottolinea un rapporto qualita’/prezzo poco vantaggioso, ritenendo il novello troppo caro, soprattutto se confrontato con buoni vini rossi venduti alla stessa cifra. Infine, sono molti gli eno-appassionati che ricordano come il Beaujolais, ”cugino” francese del Novello, costituisca un vero e proprio fenomeno di mercato di rilevanza internazionale, con 130 milioni di bottiglie prodotte, di cui la meta’ vengono vendute in 110 Paesi del mondo, soprattutto grazie all’enorme risonanza mediatica dell’arrivo del Beaujolais Nouveau sugli scaffali, il terzo giovedi’ di novembre. Il novello, vino ottenuto tramite macerazione carbonica, puo’ essere messo in commercio solo a partire dalla mezzanotte del 5 novembre dell’anno di produzione – il famoso de’blocage – ed e’ stato introdotto in Italia a partire dal 1989. Venti anni fa, quando nacque, il novello si poteva degustare solo nei ristoranti, mentre ora e’ possibile reperirlo nella grande distribuzione, con oltre 11 milioni di bottiglie prodotte.

Un Commento in “Novello, il vino d’autunno che divide gli enoappassionati”

  • Martina scritto il 29 ottobre 2009 pmgiovedìThursdayEurope/Rome 17:10

    Nel Salento l’11 novembre la festa del vino novello è un’istituzione, si festeggia in ogni casa e in ogni cantina, personalmente con degli amici cerco sempre di prenotare una degustazione in una piccola cantina, Castel di Salve, a Depressa di Tricase, sul loro sito ci sono delle bellissime foto

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