Nuova Pac: Cia Ferrara, l’Italia non è pronta

agricoltura generica1«Mentre la Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo dà il via libera ai regolamenti della Politica Agricola Comune e tutti esprimono soddisfazione per un accordo che ha richiesto una lunga fase di trattativa e mediazione, in Italia regna il completo caos politico e governativo.» A lanciare l’allarme è la Confederazione Italiana Agricoltori di Ferrara, fortemente preoccupata per le ricadute che la precarietà del nostro paese avrà sull’applicazione della nuova Politica Agricola Comune. Una Pac che, secondo il presidente della Commissione Agricoltura De Castro, dopo il varo in Commissione il 30 settembre sarà approvata entro il mese di novembre dal Parlamento Europeo, per passare poi ai singoli stati che dovranno accoglierla e definire le regole interne, tenendo conto delle linee guida comunitarie. «La Commissione di Strasburgo – ha commentato Lorenzo Boldrini, presidente provinciale di Cia Ferrara – ha fatto un buon lavoro che rischia di essere vanificato dalla debolezza o addirittura dall’assenza di un governo stabile. I quattro importanti regolamenti della Pac – relativi ai Pagamenti diretti, all’OCM unica, ai Piani di Sviluppo Rurale e alla semplificazione stessa della Politica Agricola Comune – sono direttive chiare e precise che lasceranno però ai singoli stati una buona autonomia e libertà di manovra nella loro applicazione. Il 2014 sarà, infatti, un anno cruciale per definire le regole della Pac nel nostro paese, direttive che poi condizioneranno il modo di fare agricoltura e il futuro stesso dell’imprenditoria rurale per i prossimi sette anni. Cosa accadrebbe – si chiede Lorenzo Boldrini – se, in un anno così cruciale, l’Italia dovesse trovarsi senza un Governo autorevole e credibile o nel bel mezzo di una campagna elettorale? La Politica Agricola Comune ha bisogno di un punto di riferimento forte, di una situazione stabile, di un Ministero che abbia una voce decisionale precisa, tutte cose che al momento sembrano solo un miraggio. Perché non si tratta di applicare semplicemente il regime degli aiuti all’agricoltura disposti a Strasburgo. Questa Politica Agricola Comune ha obiettivi più ampi e assolutamente condivisibili, come dare opportunità nuove al mondo agricolo, renderlo più competitivo, valorizzare le produzioni qualità, incentivare l’entrata nel settore di giovani agricoltori, anche attraverso un potenziamento dell’azione dei Piani di Sviluppo Rurale a livello regionale. Azioni fondamentali sulle quali bisognerebbe iniziare a lavorare sin da ora, quando le linee guide sono state sostanzialmente definite.» Per questo la Confederazione Italiana Agricoltori auspica una risoluzione veloce della crisi e l’apertura di una nuova fase politica, con un Ministro in carica che svolga un’azione autorevole. «Il ruolo dell’economia agricola – conclude Boldrini – deve diventare prioritario perché l’Europa, soprattutto gli stati più forti come la Germania, sono pronti ad utilizzare la nuova Pac come strumento migliorativo ed evolutivo per il settore, mentre noi rischiamo di rimanere al palo o di partire con mesi di ritardo.»

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