Nuovi alleati per salvare la castanicoltura in Appennino: mercoledì a Pavullo gli attestati


Due anni di raccolto scarso, l’ultimo quasi inesistente. Che accade ai castagneti in Appennino? “Che a fianco a patogeni di recente introduzione (vespa e cidie) o consolidati (mal dell’inchiostro e cancro) la siccità ha determinato quanto abbiamo visto in questi giorni. Il raccolto è stato pari a zero”. Parole di Gualtiero Lutti, direttore del Gal Antico Frignano e Appennino reggiano, l’agenzia di sviluppo del territorio che mercoledì 28 novembre 2012 qualificherà 28 nuovi esperti nell’Appennino modenese. Un progetto della Comunità Montana del Frignano che si inserisce nella più vasta tematica della salvaguardia del castagno.
Cosa è successo in questi ultimi due anni?
“Che è penalizzato il reddito dei produttori, a volte anche semplici amatori, ma attivi proprio nelle aree più svantaggiare del territorio – spiega Lutti –. Accogliamo quindi di buon grado l’appello dell’assessore regionale all’agricoltura Tibero Rabboni per rilanciare, anche in relazione alle proposte di riforma della Politica Agricola Comune, il confronto su questo settore, valorizzando il Tavolo castanicolo nazionale insediato presso il Ministero”. All’orizzonte la definizione condivisa con la Commissione europea, di “castagneto produttivo” per agevolare l’accesso ai fondi comunitari.
Ma che fare quando piove poco?
“Contro il cambio del clima – risponde il direttore – ovviamente non possiamo nulla. Perché quando manca l’acqua il castagno, che ha radici superficiali, per sopravvivere sacrifica proprio la produzione. Eppure la sofferenza che in questi mesi hanno rilevato gli esperti dell’Arpa anche con tecnologie satellitari, può essere alleviata da moderni sistemi di allevamento, potatura e, anche, dalla lotta biologica”.
Come Gal cosa mettete in campo?
“La nostra è una agenzia di sviluppo del territorio: esegue, concerta e studia azioni concrete con gli enti. Ne è un esempio l’esecuzione del progetto della Comunità del Frignano del corso di ‘potatura del castagno che concludiamo mercoledì. Notevole il successo di iscritti e partecipati: 29 in tutto, per i quali si è resa necessaria la suo necessario operare con due gruppi, alle prese con lezioni teorico pratiche, coordinate dal Centro di Formazione Dinamica, con gli esperti dottor Antonaroli e Alberto Boni”.
Complessivamente ammontano a 10mila euro le risorse messe a disposizione della Comunità Montana del Frignano che mercoledì alle 18, in via Giardini a Paullo, consegnerà gli attestati per mano della presidente Luciana Serri, assieme a presidente e direttore del Gal Luciano Correggi e lo stesso Gualtiero Lutti. Nel progetto castagno, 7500 euro sono impiegati per la lotta alle cidie, il pericoloso insetto capace di compromettere sino al 50% della produzione.
Sulla vespa cinese, intanto, si hanno buone notizie sulla corretta gestione dell’area di moltiplicazione di Carpineti, in provincia di Reggio Emilia, scelta per le particolari caratteristiche di isolamento che presenta, ha consentito di aumentare in modo significativo il numero di rilasci controllati nei castagneti, anche grazie al supporto dell’Università di Modena e Reggio che ha curato l’allevamento in laboratorio. A questo si sono aggiunte le iniziative dei Gruppi di Azione Locale che operano nel territorio montano di difesa dei castagneti dai parassiti, tra i quali proprio le cidie.

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