Nuovo “Pacchetto latte” in discussione a Bruxelles

Dalle stalle alle stelle: dal 2007 a oggi i prezzi delle commodity del settore (burro e latte in polvere), e quindi quello del latte, hanno vissuto una continua oscillazione, salendo a valori record per poi scendere ai minimi storici. Un trend che ha avuto pesanti ripercussioni sul settore, tanto da spingere a intervenire la Commissione UE. È nato cos’ il cosiddetto “Pacchetto Latte”, una proposta legislativa realizzata dalla Commissione UE, poi esaminata e completata dal Parlamento europeo, e che ora è in fase di discussione comunitaria.
Il provvedimento apporta parecchie novità:
• permette alle Organizzazioni dei Produttori (OP) di aggregare l’offerta di latte per rafforzare il potere contrattuale dei produttori. In deroga alle normativa UE sulla concorrenza, le OP potranno quindi negoziare e concludere contratti di compravendita del latte con le singole industrie – in nome e per conto dei produttori associati – purché la quantità complessiva di latte rappresentato da una singola OP non ecceda il 40% della produzione nazionale complessiva;
• introduce l’obbligo di concludere, prima dell’inizio delle consegne del latte, dei contratti scritti di compravendita che contengano almeno il prezzo pattuito, la durata del contratto, la quantità del latte da consegnare e la calendarizzazione delle consegne nel corso dell’anno;
• prevede la costituzione di organizzazioni interprofessionali (composte da rappresentanti dei produttori di latte, dei trasformatori e della distribuzione) che possono raggiungere intese su elementi di supporto alla contrattazione individuale (ad esempio, tabelle qualità) o di valorizzazione della filiera (ad esempio, campagne promozionali). Ma non possono comunque fare accordi sul prezzo del latte;
• conferma l’obbligo di comunicazione mensile delle consegne di latte anche dopo la fine del regime delle quote (per consentire all’UE di monitorarne le evoluzioni);
• introduce la possibilità (entro precisi limiti) di attivare misure di equilibrio tra offerta e domanda di formaggi DOP a lunga stagionatura (come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Pecorino Romano) per evitare la formazione di eccedenze e le conseguenti turbolenze di mercato. Questa misura non era presente nella proposta originaria della Commissione, ed è stata introdotta dal Parlamento europeo su forte spinta degli europarlamentari italiani, in quanto è ritenuto tanto dall’Industria quanto dal mondo agricolo l’unico strumento realmente in grado di contrastare la volatilità dei prezzi nel sistema lattiero-caseario nazionale.
Il ”pacchetto latte” dovrà ora passare al vaglio del Consiglio UE e vi è il timore che l’unica misura di forte interesse nazionale – la programmazione dei formaggi a lunga stagionatura – possa venire contrastata dai Paesi nordeuropei, prioritariamente interessati (e già garantiti) dalle misure di intervento su burro e polvere di latte, con la scusa di non essere in linea con la normativa sulla concorrenza. Sarebbe un fatto grave, dal momento che il “pacchetto latte”, per rafforzare il potere dei produttori agricoli, prevede deroghe assai più importanti alla normativa stessa.
da L’attendibile – Premio Giornalistico Assolatte
http://www.premiogiornalisticoassolatte.it

Un Commento in “Nuovo “Pacchetto latte” in discussione a Bruxelles”

  • andrea scritto il 10 settembre 2011 amsabatoSaturdayEurope/Rome 10:05

    Che pagliacciata!!!Restera’ tutto come prima. Le OP i sindacati per intenderci faranno il prezzo del latte alla solita maniera facendo gli interessi degli industriali con le solite bustarelle. Ah; va ricordato che questa norma non e’ obbligatoria, la comunita’ europea lascia agli stati membri la liberta’ di applicarla o no. Per risolvere il problema del prezzo del latte bisogna smetterla con le importazioni di latte estero di dubbia qualita’ (ricordo che la qualita’del latte italiano e’ controllata continuamente da organi come asl) spacciato per latte italiano proveniente da paesi come Lituania, Romania,ecc.. con scarse garanzie qualitative. Poi se succede qualcosa la colpa ricade sui produttori Italiani vero?
    Bisogna poi mettere un calmiere dei prezzi sulle materie prime: mais, soia,cotone,ecc.. per evitare speculazioni su elementi necessari per l’alimentazione umana.

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