Dalle telline alla Nutella, l’Europa cambia le tavole


Dal vino senza uva, al formaggio senza latte, fino all’entrata in vigore il primo giugno del regolamento mediterraneo che colpisce telline, cannolicchi e altri pesci della tradizione gastronomica nazionale. Ed ora il rischio che la Nutella diventi fuori legge. E’ dirompente lo strascico di polemiche che sta facendo seguito alla volontà dell’Unione Europea di introdurre regole più rigide per limitare la pubblicità dei prodotti ipercalorici, dolci in primis. Ieri il Parlamento Ue si è spaccato esattamente in due, con 309 voti a favore e 309 contrari, sull’emendamento della deputata tedesca Renate Sommer (Ppe), che chiedeva l’eliminazione dei profili nutrizionali dalla normativa con cui l’Europa punta a regolamentare l’informazione sulle etichette alimentari al consumatore, ed in particolare i messaggi promozionali. Nel mirino, quindi, i prodotti ad elevato contenuto di grassi saturi, zuccheri e sale per i quali verrebbe introdotto il divieto di essere pubblicizzati attraverso slogan salutistici o nutrizionali. La norma finirebbe per colpire tutti gli alimenti dell’industria dolciaria, dalla cioccolata alle merendine passando per la Nutella, simbolo della golosità per eccellenza. E proprio il fiore all’occhiello della Ferrero, che solo in Italia vanta un fatturato di 1,5 miliardi di euro, non potrebbe più avvalersi degli attuali spot televisivi che la associano alla “merenda dei campioni” grazie a una campagna pubblicitaria strettamente legata alla Nazionale di calcio.
Preoccupata la reazione dell’azienda di Alba. “Il prossimo passo sarà quello di equiparare la Nutella alle sigarette obbligandoci a introdurre un’etichetta allarmistica” – sbotta Francesco Paolo Fulci, vicepresidente del gruppo Ferrero. “Le norme in discussione – aggiunge – impedirebbero di pubblicizzare tutti i prodotti che contengono, ogni 100 grammi, oltre 10 grammi di zuccheri, 4 grammi di grassi e 2 milligrammi di sale”. Praticamente la quasi totalità dei dolci confezionati.
L’intenzione dalla Commissione Europea era quella di introdurre un vero e proprio semaforo sulle etichette con tanto di colore rosso per i prodotti ad eccessivo contenuto di grassi e zuccheri. Un’idea ritenuta eccessiva sia dai parlamentari di destra che da quelli di sinistra che temevano per le ripercussioni sul Made in Italy visto che molte prelibatezze nostrane, a partire da salumi e formaggi, rischiavano di perdere quote di mercato.
Intanto però le regole comunitarie cominciano a diventare più restrittive. Se la normativa sarà confermata negli ulteriori passaggi molte aziende dovranno rivedere i loro messaggi promozionali e rinunciare ad un certo tipo di comunicazione che strizza l’occhio al consumatore facendolo sentire “meno in colpa” per aver ceduto alla tentazione.
Nell’intricata carrellata di decisioni comunitarie non manca comunque buone notizie per l’agroalimentare italiano. E’ stato infatti approvato l’emendamento che estende l’obbligo dell’etichettatura di origine chiedendo di specificare la provenienza di tutti i tipi di carne e pollame, dei prodotti lattieri e di altri ingredienti singoli.

4 Commenti in “Dalle telline alla Nutella, l’Europa cambia le tavole”

  • Miki scritto il 17 giugno 2010 pmgiovedìThursdayEurope/Rome 13:49

    dopo aver eliminate l’economia domestica , la merceologia. l’educazione alimentare dalle scuole ed aver ridotto i consumatori soltanto a bersagli mitragliati dal marketing, per anni, non è facile mettersi ad informare, smontare i miti.

    credo che nessuno voglia mettere fuori legge la nutella , soltanto si vuole scendere nella realtà. Con i pidei per terra. non va bene?

    Poveri consumati (non ho sbagliato ).

  • Gustavo Gesualdo scritto il 28 giugno 2010 amlunedìMondayEurope/Rome 7:03

    Il gruppo di facebook “Salviamo la Nutella” ha raggiunto i 3.089 iscritti.
    Si chiede la tutela delle produzioni dolciarie italiane che come la Nutella, potrebbero venire penalizzate dalla idiozia della burocrazia europea e dalla disattenzione dei parlamentari italiani in UE.
    http://www.facebook.com/group.php?gid=130956840261317

  • alfredo clerici scritto il 30 giugno 2010 pmmercoledìWednesdayEurope/Rome 17:37

    Visto l’aria che tira, è’ comprensibile che Ferrero tiri in ballo i suoi impegni etici, che però nulla hanno a che vedere con l’equilibrio nutrizionale dei suoi prodotti. Che la Nutella piaccia a tanti è un fatto; che per Ferrero sia un businnes più che rilevante, pure; questo, però, non toglie che resta pur sempre un prodotto composto per più del 50 % da zucchero, con il 31 % di grassi e con 530 kcal per 100 grammi: direi che per “garantire il corretto apporto calorico in modo completo ed equilibrato” ci sono, senz’altro, sistemi migliori. Inoltre, contrariamente a quanto vado leggendo (ma i giornalisti, si sa…) la Nutella NON è una crema al cioccolato, bensì, se proprio la vogliamo aggettivare, al cacao magro (che è poi l’unica cosa magra di tutta la faccenda).

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