Obesità: 2 mld persone malnutrite nonostante le abbuffate


Anche mangiare a sufficienza, in certi casi, può nascondere la fame. Una fame particolare, che gli esperti definiscono ‘nascosta’: è una condizione in cui, a parità di calorie assunte, si riscontra una carenza di uno o più nutrienti fondamentali per la salute. Una mal-nutrizione più che una denutrizione, come hanno spiegato gli esperti riuniti al Forum internazionale promosso dal Barilla Center for food and nutrition (Bcfn). Queste carenze darebbero origine “non solo a disturbi dal punto di vista delle funzioni base del nostro organismo, ma anche a problemi di crescita e, in alcuni casi, a malattie psichiatriche particolarmente gravi, soprattutto nei giovani e nei Paesi in via di sviluppo”. Il World Food Programme stima che questo fenomeno interessi più di due miliardi di persone. Presenza di nutrienti o meno, non è solo il cibo a favorire l’obesità: anche lo stress pesa sulla bilancia, così come il livello sociale e i fattori genetici. Negli Usa, ha spiegato Rajen Anand, direttore Usda Center for Nutrition Policy and Promotion, “l’obesità in età adolescenziale è una vera e proprio epidemia ed è un fenomeno crescente: nel 1999 erano obesi il 14% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni; nel 2008 la percentuale è salita del 17%. E tra gli stati federali Missisipi, Georgia e Kentucky hanno la maglia nera con percentuali di giovani obesi oltre il 20%, mentre nell’Oregon dove si pratica molto sci e sport l’incidenza di obesità giovanile è molto inferiore”. Anche in Italia il fenomeno dell’obesità infantile è in crescita: ogni 100 bambini di terza elementare, quasi 24 sono in sovrappeso (23,6%) e oltre 12 sono obesi (12,3%) per complessivi oltre 1,1 milioni di bimbi tra i 6 e gli 11 anni con problemi di obesità e sovrappeso, più di un bambino su tre. Ma il fattore peso è importante già prima della nascita, e “solo se il neonato pesa tra i 3 e i 4 kg si può star tranquilli; un peso minore o maggiore aumenta le probabilità di diventare obesi da adulti. C’é una correlazione – ha detto Michele Carruba, farmacologo e direttore Centro di Studio e Ricerca sull’Obesità – persino tra obesità e nascite pre-termine: i prematuri sono più predisposti all’obesità”. “Le mamme – ha aggiunto l’esperto – hanno una responsabilità doppia nelle scelte nutritive, per sé e per il feto. I problemi della malnutrizione possono infatti nascere in gravidanza. E un corretto stile alimentare è anche un fattore importante per la fertilità. Le donne sottopeso o con eccesso ponderale perdono capacità riproduttiva. Una corretta educazione alimentare – ha concluso Carruba – deve quindi partire, e di questo si devono assumere la responsabilità anche i pediatri, già dalla gravidanza. Bisogna proseguire con un allattamento di almeno sei mesi, e proseguire con un buon esempio a tavola da parte dei genitori già nella prima infanzia. Infine, ci vorrebbero lezioni di educazione alimentare già dall’asilo”.

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