Oggi equinozio di primavera “anticipato” , domani si spera nella primavera vera

gemme primaveraOggi 20 marzo equinozio di primavera, l’evento astronomico che portera’ ad avere le ore del giorno uguali a quelle della notte. Con il termine equinozio,ci si dovrebbe riferire non a un giorno, ma a un istante. Quello in cui il Sole attraversa, passando dall’emisfero australe a quello boreale in marzo e viceversa in settembre durante l’ equinozio di autunno, l’ orizzonte celeste e tocca il cosiddetto punto vernale: ovvero l’ intersezione tra l’ eclittica e l’equatore celeste.Questo istante nel 2013 cade alle 11:02 (UCT, le 12:02 in Italia) del 20 marzo, cioe’ oggi. In astronomia, si definiscono equinozi i due istanti nel corso dell’anno in cui il Sole si presenta all’intersezione tra l’eclittica e l’equatore celeste, (i raggi solari sono perpendicolari all’asse di rotazione terrestre e la separazione tra zona illuminata e zona in ombra della Terra passa per i poli). La parola “equinozio” deriva dal latino “equi-nox” e significa “notte uguale” al dì. Gli equinozi di marzo e settembre sono i due giorni dell’anno nei quali hanno inizio primavera e autunno. Agli equinozi, intesi come giorni di calendario, il Sole sorge quasi esattamente ad est e tramonta quasi esattamente ad ovest; ma non esattamente, in quanto (per definizione) l’equinozio è un preciso istante che quindi può, al massimo, coincidere con uno solo dei due eventi, ma non prodursi due volte nell’arco di 12 ore.
Nell’emisfero settentrionale, l’equinozio di marzo (che cade il 19, 20 o 21 marzo), è l’equinozio di primavera, e l’equinozio di settembre (che cade il 22 o il 23 settembre e quest’anno sara’ esattamente il 22 settembre alle ore 20 e 44 ) è l’equinozio d’autunno; nell’emisfero meridionale, questi termini sono invertiti.
La lunghezza delle ore di luce è quindi quasi uguale alla lunghezza delle ore di buio, più esattamente, la durata della visione del centro del Sole sopra l’orizzonte – prescindendo dalla rifrazione atmosferica – è esattamente di dodici ore; ma il periodo di illuminazione è maggiore per tre motivi: dimensioni del disco solare, rifrazione e diffusione della luce. Per le dimensioni finite del sole il suo bordo sorge prima e tramonta dopo il centro. Se consideriamo la rifrazione della nostra atmosfera, anche nei due equinozi il Sole appare sopra l’orizzonte per un periodo maggiore di quello nel quale si trova sotto l’orizzonte. Inoltre per la diffusione della luce nell’atmosfera mezz’ora prima dell’alba e mezz’ora dopo il tramonto, il cielo è ancora illuminato, più o meno debolmente. Solo su di un corpo celeste opaco, e privo di atmosfera (per esempio la Luna) il sorgere del Sole sull’orizzonte produce una luce improvvisa, dopo il buio totale della notte; e, all’inverso, al momento del tramonto, pure subitaneo.
La festa del Nuovo Anno, nell’antica Mesopotamia, fa riferimento all’equinozio primaverile. In quanto la data di tale avvento, coincide con il segno zodiacale dell’Ariete, simbolo del Dio nazionale Marduk.
Sham El Nessim era un’antica festività egiziana le cui tracce risalgono a circa 4700 anni fa. Resta una delle feste pubbliche Egiziane, cade il lunedì e coincide con l’equinozio di primavera.
I calcoli per il giorno di Pasqua nella chiesa Cristiana (la prima domenica dopo la prima luna piena contemporanea o successiva all’equinozio di marzo), usa la sua definizione specifica dell’equinozio – che capita sempre il 21 marzo. Il giorno di Pasqua può capitare al più presto il 22 marzo, ma mai oltre il 25 aprile.
L’equinozio di marzo segna il primo giorno dell’anno per una varietà di calendari, inclusi il calendario Iraniano, il calendario Bahá’í. Il festival Persiano (Iraniano) del Naw-Ruz viene celebrato in questo giorno. Nell’antica mitologia persiana, Jamshid, il re mitico della Persia, ascese al trono in questo giorno e ogni anno quest’evento viene commemorato con feste per due settimane. Queste feste rievocano la storia della creazione e l’antica cosmologia del popolo Iraniano e Persiano. È un giorno di festa anche per l’Azarbaijan, l’Afghanistan, l’India, la Turchia, Zanzibar, l’Albania e diversi paesi dell’Asia Centrale, è festa anche per i Kurdi. È inoltre una festività Zoroastrina, è anche un giorno sacro per i seguaci della Fede Bahá’í e per i musulmani Ismaili Nizari comunemente chiamati come gli Aga Khanis.
Durante l’equinozio di primavera si celebra il Sabbat Wiccan di Ostara (o Eostar) mentre durante l’equinozio di autunno si celebra il Sabbat Wiccan di Mabon.
In Giappone il giorno dell’equinozio di primavera è una festa nazionale ufficiale che si trascorre visitando le tombe di famiglia e celebrando le riunioni di famiglia. In modo del tutto simile a settembre c’è un giorno dell’equinozio d’autunno
Il primo giorno dell’anno per i Tamil e i Bengali segue lo zodiaco Hindu e sono celebrati rispetto al equinozio di primavera siderale (14 aprile). Quello Tamil viene festeggiato nello stato dell’India del Sud del Tamil Nadu, l’altro viene festeggiato in Bangladesh e nello stato dell’India dell’est del Bengala Ovest.
Il giorno del Pianeta Terra venne celebrato inizialmente il 21 marzo 1970, giorno dell’equinozio. Attualmente è celebrato in diversi Stati il 22 aprile.
In molti paesi arabi il Giorno della Madre viene celebrato nell’equinozio di marzo.
L’equinozio di settembre era il primo giorno dell’anno nel calendario repubblicano francese, che venne usato dal 1793 al 1805. La Prima Repubblica Francese venne proclamata e la monarchia francese abolita il 21 settembre 1792 rendendo il giorno successivo (giorno dell’equinozio) il primo giorno dell’Era Repubblicana in Francia. L’inizio di ogni anno si doveva basare su calcoli astronomici (ovvero seguendo il vero corso del Sole e non la media degli altri calendari).
Nell’originale calendario giuliano stabilito da Giulio Cesare, l’equinozio di primavera cadeva il 25 marzo. La ragione dell’odierno spostamento al 21 marzo si lega alle motivazioni stesse della messa in essere del calendario gregoriano. Ciò che spinse infatti Gregorio XIII a promulgare la sua riforma non fu infatti un omaggio al dittatore romano, ma il desiderio di riallinearsi alle votazioni del Concilio di Nicea, svoltosi quasi quattro secoli dopo la vita del famoso politico. Il papa deliberò quindi di recuperare l’errore accumulatosi dopo il concilio, ma non ebbe interesse alcuno a fare lo stesso per le date del 29 febbraio degli anni 100, 200 e 300. Dato che un quarto giorno si era già generato a causa del caos nell’applicazione del giorno bisestile intervenuta fra l’omicidio di Cesare e il definitivo decreto di riordino di Augusto dell’anno 8, fu così che l’equinozio fu stabilmente spostato rispetto alla sua data originaria.[

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