Ogm: anche l’Italia tra i paesi che hanno chiesto divieto coltivazione

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Anche l’Italia si aggiunge al fronte dei 9 Paesi Ue (Austria, Croazia, Francia, Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Olanda e Polonia, oltre alla Regione Vallonia in Belgio) che hanno formalmente notificato alla Commissione europea l’intenzione di mettere al bando le coltivazioni Ogm. Il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina, assieme al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ha inviato alla Commissione Ue le richieste di esclusione di tutto il territorio italiano dalla coltivazione di tutti gli Ogm autorizzati a livello europeo. Richieste che sono giunte, come ha spiegato il ministero delle politiche agricole, in attuazione della nuova Direttiva europea 2015/412 dell’11 marzo scorso che consente agli Stati membri di vietare al proprio interno la coltivazione degli organismi geneticamente modificati. “La nostra scelta – commenta il ministro Martina – guarda alle caratteristiche del modello agricolo italiano, che vince e si rafforza puntando sempre di più sulla qualità e sulla distintività. Abbiamo un patrimonio unico di biodiversità che rappresenta un valore non solo da tutelare, ma da promuovere” Esulta Greenpeace sottolineando che con le richieste già notificate e quelle di altri quattro Paesi in arrivo (Danimarca, Germania, Slovenia, Bulgaria e le due Regioni Scozia e Irlanda del Nord), lo schieramento degli Stati ‘Ogm free’ rappresenterebbe il 65 per cento della popolazione dell’Unione Europea e il 66,2 per cento della terra coltivabile. Altri Paesi, inoltre, potrebbero aggiungersi prima della scadenza del 3 ottobre per la presentazione delle richieste. “Meglio tardi che mai, ma il pressing del Movimento 5 stelle non finisce qui” – osservano in una nota i parlamentari pentastellati delle Commissioni Agricoltura e Politiche Europee che propongono tra l’altro un’indagine conoscitiva al Senato e l’indicazione degli Ogm in etichetta Coldiretti sottolinea che la richiesta presentata oggi dall’Italia trova d’accordo quasi 8 cittadini su 10 (76 per cento). “Per l’Italia gli organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell’omologazione e il grande nemico del Made in Italy”, commenta il presidente dell’organizzazione agricola, Roberto Moncalvo. Forti critiche alla richiesta dei tre ministri dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica ”I ministri – osserva L’Associazione – evidentemente fanno finta di ignorare e nascondono ai cittadini il fatto che l’Italia continua imperterrita ad importare oltre 4 milioni di tonnellate di soia Ogm ed a questa si aggiunge l’importazione anche di un miliardo di euro di mais estero (in parte Ogm)”.(di Cristina Latessa – ANSA)

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