Ogm: attivisti distruggono parte del campo di mais in Friuli

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Alcuni attivisti hanno calpestato e in parte distrutto un campo a Vivaro in cui è stato seminato mais Ogm. La manifestazione di alcune associazioni che si oppongono all’agricoltura geneticamente modificata è stata presidiata dalle forze dell’ordine.
L’azione, compiuta dai movimenti dei centri sociali del Nord Est e da associazioni anti-Ogm, ha riguardato una parte del campo nel quale l’imprenditore Giorgio Fidenato ha seminato mais Ogm ‘Mon 810′. La protesta segue una nuova semina, risalente allo scorso giugno, e replica in qualche modo la semina e la successiva distruzione di un campo di Fidenato nell’agosto del 2010. Il nodo rimane la legislazione italiana: Fidenato, che si appella alle direttive comunitarie, e’ stato assolto di recente per la semina del 2010. Il Governo e la Regione Friuli Venezia Giulia si dichiarano contrari allo sviluppo dell’agricoltura Ogm, ma una linea netta non e’ stata tracciata.
Sono arrivati con delle zolle di terra ”libera”, ovvero non modificata, le hanno depositate all’esterno del campo. Ma poi si sono fatti strada tra gli alti fusti del mais di fine estate, hanno calpestato e distrutto alcune piante. Gli attivisti anti Ogm hanno colpito ancora a Vivaro, nel campo dove l’agricoltore Giorgio Fidenato coltiva mais Ogm Mon 810. Non si può parlare di blitz – come invece nell’agosto del 2010 -: la manifestazione questa volta era annunciata, e gli attivisti sono arrivati da tutto il Nord Est, dalle associazioni ambientaliste e anche dai partiti, tra cui Rifondazione comunista e il Movimento 5 Stelle. Con megafoni, striscioni e slogan, i manifestanti hanno scandito la propria contrarietà all’agricoltura geneticamente modificata. Poi, la manifestazione si è divisa: da una parte le associazioni e la politica, che è rimasta a guardare. Dall’altra gli attivisti dei centri sociali, che – guardati da un nutrito schieramento di polizia – si fanno largo tra le pannocchie, calpestano le piante Ogm, le distruggono in parte. Non è un lavoro da pochi minuti, e la Polizia si è attivata, perche’ il campo è una proprietà privata. Così, gli attivisti fanno capire che potrebbero presto tornare, armati di falce e tute bianche, come tre anni fa. Già per la ‘gita’ di oggi tra le piante, comunque, i manifestanti potrebbero venire sanzionati. E qua il nodo finisce in mano alla politica, perché se Governo e Regione Friuli Venezia Giulia si sono dichiarate ripetutamente anti-Ogm, non c’è ancora chiarezza sul diritto per un agricoltore di usare i semi Mon 810, del colosso Monsanto. In luglio il governo ha emanato un decreto che vieta la coltivazione in modo esclusivo del mais modificato. Ma Fidenato si appella alle direttive comunitarie e soprattutto alla sentenza della Corte di giustizia europea sul diritto di coltivare. E ancora, proprio a luglio è stato assolto dal Tribunale di Pordenone per la semina senza preventiva autorizzazione del 2010. Così, negli scorsi mesi (a giugno e anche in aprile, secondo quanto riferito dalle associazioni ambientaliste) è tornato a seminare a Vivaro. La battaglia per l’Ogm in Italia sembra appena iniziata. (Beniamino Pagliaro – ANSA).

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