Ogm: braccio di ferro tra Governo e Confagricoltura


Per il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, sono ”una schifezza”. Per il leader di Confagricoltura, Federico Vecchioni, rappresentano ”il futuro libero dell’agricoltura italiana”. Sono le due facce della medaglia Ogm emerse nel corso della prima giornata di Fieragricola a Verona.
E mentre il secondo addenta una fetta calda di polenta rigorosamente realizzata con mais transgenico, il ministro annuncia ”linea dura e opposizione in tutte le sedi” al
pronunciamento del Consiglio di Stato che impone all’amministrazione di prendere subito una decisione sulla richiesta di alcuni agricoltori di coltivare mais Ogm.
”Consegnare i semi alle multinazionali – sostiene Zaia – significa perdere l’identita’ e la biodiversita’. La risposta alla crisi del comparto primario non puo’ essere la polenta Ogm;
c’e’ qualcuno che sta iniziando una guerra tra poveri. Finiamola col dire che per fermare Cina e India ci vogliono prodotti transgenici. Non e’ vero che con gli Ogm si guadagna di piu’.
Per uscire dalla crisi sono necessari un aumento dei consumi e l’origine obbligatoria in etichetta”. Immediata, distante solo due capannoni di Veronafiere, la risposta di Vecchioni, che chiama familiarmente gli Ogm ”organismi geneticamente migliori”. ”Per uscire dalle secche – sottolinea – l’agricoltura deve avere meno costi e le biotecnologie da questo punto di vista offrono garanzie. Noi inviteremo sempre il ministro a mangiare questa polenta, perche’
se al mondo c’e’ chi coltiva cosi’ 111 milioni di ettari Ogm non credo sia perche’ vuole annientare la specie umana, ma perche’ ritiene di essere al servizio della scienza”. E a Zaia che gli ricorda che ”il 74% degli italiani non vuole gli organismi geneticamente modificati”, Vecchioni ribatte che ”da anni ormai in Italia mangiamo Ogm: ne importiamo ogni anno – ricorda – 2 milioni 430mila tonnellate, mais proveniente per lo piu’ da Argentina e Cile che entra nella catena alimentare. Peccato che oggi l’Italia abbia una posizione oltranzista, antistorica e ostruzionistica”.
Il presidente di Confagricoltura e’ ottimista sull’apertura italiana a questi prodotti. ”Nei prossimi mesi ci sono le regionali – sottolinea Vecchioni, riferendosi alla probabile elezione del ministro Zaia a presidente del Veneto – e cio’ forse consentira’ al governo di avere un approccio diverso sull’argomento. Zaia dice che non passa lo straniero? Come la mettiamo con il suo panino McDonald’s?”. Secondo il leader di Confagricoltura ”tutta la classe dirigente italiana degli ultimi decenni ha espresso la volonta’ di non procedere sugli Ogm. Non dare risposte pero’ – precisa – vuol dire mandare segnali negativi all’agricoltura”. Per Vecchioni il problema non si puo’ nemmeno risolvere con un referendum: ”finirebbe come il nucleare – dice – prima bocciato, oggi invocato da tutti. La consultazione semmai andrebbe fatta solo tra chi ne capisce qualcosa, tra chi conosce la materia. Oggi i cittadini non sono messi in condizione di scegliere serenamente”.
(Vincenzo Beni – ANSA)

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