Ogm, Confagricoltura: “il biotech è tabù nel nostro paese”

La Conferenza Stato-Regioni detti un percorso in materia di Ogm che tenga conto delle verita’ scientifiche. Lo chiede il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, nel sottolineare che ”Il biotech rischia di rimanere un tabu’ per il nostro Paese, come e’ avvenuto per il nucleare, se non c’e’ la volonta’ politica di avviare un sereno dibattito con il supporto degli scienziati. Ancora una volta invece registriamo il tentativo di eludere l’urgenza di disciplinare la materia, mentre i maiscoltori italiani per questa moratoria subiscono un danno economico che Confagricoltura ha gia’ stimato in alcune centinaia di milioni di euro ogni anno”. ”Il documento delle Regioni sulle linee guida di coesistenza e’ cosi’ rigido da indurre a pensare che sia stato fatto non per disciplinare ma per vietare – sottolinea il leader di Confagricoltura – Tra l’altro impone una tassa sulle coltivazioni di Ogm, e una defatigante serie di requisiti amministrativi (compreso un patentino per gli imprenditori e i dipendenti delle aziende con produzioni biotech).”. ”La coesistenza tra varieta’ tradizionali, biotech e biologiche e’ possibile – dice il presidente di Confagricoltura – se si stabiliscono le regole comportamentali, sgombrando il campo dai pregiudizi e facendo parlare la scienza. Gia’ nel 2006 ventuno societa’ scientifiche ed accademie italiane in rappresentanza di circa 10 mila scienziati italiani hanno stilato un consensus document in cui si affermava che la coesistenza tra i diversi sistemi agricoli e’ possibile. A tal scopo e’ essenziale anche far ripartire la sperimentazione. Per fare cio’ basterebbe ufficializzare con decreto i protocolli gia’ approvati in Conferenza Stato-Regioni a fine 2008”.

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