Ogm: disposto sequestro dei campi di Fidenato

La Procura della Repubblica di Pordenone ha posto sotto sequestro tutti i beni dell’azienda agricola di Giorgio Fidenato, presidente di ‘Agricoltori Federati’ che nei giorni scorsi aveva annunciato di voler seminare anche quest’anno mais ogm. Il provvedimento e’ stato emesso ieri e immediatamente applicato dagli agenti di polizia giudiziaria che hanno apposto i sigilli ai capannoni e ai poderi agricoli, situati in alcuni Comuni della pedemontana pordenonese, ma anche a tutte le dotazioni tecnologiche dell’impresa, compresi i computer. Alla base della decisione della Procura c’e’ il pericolo di reiterazione del reato che nel 2010 era costato a Fidenato un decreto penale di condanna al pagamento di 30 mila euro e la confisca e distruzione del mais transgenico prodotto nei campi di Fanna e Vivaro (Pordenone). Contestualmente al sequestro e’ stato nominato un amministratore che si occupera’ di verificare il corretto sfruttamento dei terreni, qualora Fidenato recedesse dalla sua decisione di seminare ogm.
”Un’azione importante per evitare il ripetersi di contaminazione di Ogm nell’ambiente a tutela del territorio e della qualita’ delle produzioni agricole”. Cosi’ la Coldiretti commenta la decisione della Procura di Pordenone, ricordando come, a causa della semina non autorizzata di mais Ogm dell’estate precedente, fosse emersa ”la presenza nei terreni confinanti di 15 campioni contaminati da Ogm su 30”. (ANSA).

Un Commento in “Ogm: disposto sequestro dei campi di Fidenato”

  • vas fvg alto livenza scritto il 4 settembre 2011 pmdomenicaSundayEurope/Rome 12:02

    ILLEGALITA’ E OGM, UN CONNUBIO PERSISTENTE:
    TROVATI NUOVI CAMPI BIOTECH IN ITALIA
    Dichiarazione di Simona Capogna, Vicepresidente VAS
    La scorsa settimana sono stati sequestrati dal Corpo Forestale regionale, in Friuli Venezia Giulia, 4 campi di mais appartenenti a due agricoltori, perché da una prima analisi (ora sono in corso gli accertamenti) è emersa la presenza del mais geneticamente modificato Mon810.
    I campi di Stefano Midun si trovano a Mereto di Tomba e a Coseano (Udine), quelli di Antonio Zolin, socio di Futuragra e di Agricoltori Federati e titolare dell’azienda zootecnica La Rizza di Vivaro, sono ubicati a Maniago (Pordenone).
    La notizia non ci coglie di sorpresa, perché da mesi il Movimento Libertario ha annunciato pubblicamente che ci sarebbero state nuove semine e che addirittura sarebbero stati regalati, a tutti quelli che ne avessero fatto richiesta, 6 chicchi di mais biotech (in base alle loro dichiarazioni sarebbero arrivate 464 richieste:
    http://www.movimentolibertario.com/la-marcia-del-mais/).
    L’obiettivo di questo sparuto gruppo di pro-biotech? Dimostrare che in Italia “tutto è possibile” (in base ad un principio di libertà che esula dal rispetto degli altri) e procedere con una contaminazione a tappeto, impossibile da controllare.
    La storia è sempre la stessa. Esattamente 10 anni fa, VAS si trovò a presidiare i magazzini della Monsanto a Lodi, all’interno dei quali erano custoditi diversi quintali di semi di soia e mais biotech illegali, che avrebbero contaminato (accidentalmente?) i campi degli ignari agricoltori italiani.
    Di fatto, il progresso agrobiotecnologico si è da sempre fondato su azioni lobbistiche, forzature, pressioni economiche, contaminazioni, conflitti di interessi tra controllati e controllori.
    Tutti questi strumenti di coercizione sono, d’altra parte, necessari per la diffusione di un prodotto tecnologico che la stragrande maggioranza dei cittadini rifiuta apertamente. Se i consumatori non vogliono mangiare Ogm, se gli agricoltori non vogliono coltivarli, se gli artigiani non vogliono trasformarli… allora bisogna imporli dall’alto, con leggi, regolamentazioni, contaminazioni…. http://www.VasFvgAltoLivenza.itinfo@vasfvgaltolivenza.it

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