Ogm, i problemi e i costi della coesistenza


La coesistenza tra Ogm e non Ogm è “estremamente costosa” e i prezzi della contaminazione non “vengono pagati da chi inquina”. A puntare il dito contro la non facile convivenza tra agricoltura tradizionale e biotech è Peter Rohrig, direttore della Bolw, l’Associazione tedesca dei produttori di cibo organico, intervenuto oggi alla prima giornata della IX Conferenza della rete delle Regioni Ogm-free. Secondo lo studio presentato da Rohrig, realizzato in Europa e nelle Americhe, “i costi operativi per permettere la coesistenza sono indefinibili”, tanto a livello pratico (costruzione di barriere, quarantena e purificazione) quanto burocratico (per la documentazione e le assicurazioni). “I costi dei danni non possono essere calcolati in anticipo, ma i danni sono spesso immensi, come quando i produttori perdono la possibilità di etichettare i loro prodotti come OGM free (in Europa la soglia di contaminazione è del 0,9%, ndr) e il raccolto va gettato”. Per limitare gli effetti sui produttori tradizionali, Rohrig chiede che venga riconosciuta la responsabilità civile di chi inquina, un punto che però renderebbe gli Ogm economicamente “non più sostenibili”. (ANSA)

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