Ogm: i punti dell’accordo di principio

ogm 1Queste le grandi linee dell’accordo di principio raggiunto dalla Presidenza italiana e dai negoziatori Ue per lasciare liberi gli Stati membri di coltivare o meno gli Ogm sul loro territorio.
PROCEDURA: La società che intende introdurre la coltivazione di un Ogm in Europa, chiede l’autorizzazione ai 28 Paesi membri, ma uno stato membro può rifiutarsi. Lo Stato che non é interessato scrive alla Commissione Ue che ne informa la società in questione, la quale se d’accordo ritira la richiesta del Paese, e Bruxelles modifica la decisione di autorizzazione. Se la società biotch invece non é d’accordo con il divieto, lo Stato interessato può ugualmente vietarne la coltivazione, facendo appello ad una lista di motivazioni, anche ambientali. Lista che resterà aperta. COESISTENZA – Il Paese che decide di coltivare Ogm ha l’obbligo di applicare regole di coesistenza (tra le produzioni Ogm e Ogm-free) di tipo transfrontaliero, se lo Stato membro con cui confina non coltiva Ogm.
VALUTAZIONE DEL RISCHIO – Resta comunitario, armonizzato e uguale per tutti. Ma gli Stati membri possono presentare ragioni diverse dalla valutazione del rischio dell’Efsa, per la non coltivazione, sulla base della lista di motivazioni aperta.
CONTAMINAZIONE – Valgono le regole nazionali e la Commissione deve farne rapporto notando eventuali danni ambientali.
RICHIESTA DIVIETO – Lo Stato membro può chiedere di vietare un gruppo di Ogm, non solo uno.

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