Ogm: il mais Mon 810 non sarà seminato in Italia


Con le controfirme dei ministri della Salute, Ferruccio Fazio, e dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, al decreto predisposto dall’ex ministro dell’agricoltura e ora presidente del Veneto, Luca Zaia, e’ stata respinta ”la richiesta di messa in coltura di ibridi di mais geneticamente modificati, contenente l’evento Mon 810, formulata dall’Azienda Dalla Libera Silvano”. Interpellato dall’Ansa, Silvano dalla Libera ha annunciato che ”fara’ ricorso” contro il decreto interministeriale. Le due firme, attese da tutto il nutrito fronte anti-ogm, giungono nel giorno in cui a Roma e’ arrivato il bus ”No Ogm” di Greenpeace in tour per l’Europa. Politicamente affermano una linea comune della maggioranza sugli ogm, linea comune che non era scontata. I sostenitori del biotech – in particolare l’organizzazione agricola Futuragra (di cui Dalla Libera e’ vicepresidente) – contavano infatti ”sulle aperture fatte dal ministro Prestigiacomo” durante il convegno di Taormina organizzato da Confagricoltura (altra organizzazione agricola favorevole agli Ogm). E ancora poco prima delle delle due firme, Dalla Libera auspicava, raggiunto al telefono dall’Ansa, ”un ministro dell’agricoltura della Pdl, cioe’ del partito della liberta’ piu’ vicino all’innovazione”. Il decreto interministeriale firmato oggi e’ stato predisposto e firmato da Zaia prima delle elezioni regionali e si compone di un solo articolo nel quale si respinge tout court ”la richiesta di messa in coltura di ibridi di mais geneticamente modificati, contenente l’evento Mon810, formulata dall’Azienda Dalla Libera Silvano”. Il provvedimento e’ la risposta dell’Amministrazione alla sentenza del Consiglio di Stato che a meta’ gennaio scorso, accogliendo il ricorso di Dalla Libera, imponeva ai ministeri competenti di concludere il procedimento ”di istruzione e autorizzazione alla coltivazione di mais geneticamente modificato gia’ autorizzato a livello comunitario” e cioe’ il Mon810. Apprezzamento per le firme arrivano da diverse organizzazioni in particolare Cia-Confederazione italiana agricoltori e Coldiretti. Quest’ultima sottolinea ”il drastico crollo nei terreni seminati con organismi geneticamente modificati in Europa nel 2009” e che la stessa Germania ha di recente deciso di vietare le semine del Mon810 dopo nuove acquisizioni scientifiche.
(di Maria Gabriella Giannice – ANSA)

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