Ogm: la ricostruzione del blitz

Blitz degli ambientalisti di Greenpeace in un campo di Vivaro (Pordenone), presidio della ‘task force’ anti Ogm davanti alla Prefettura, dure prese di posizione dei presidenti di Veneto e Friuli Venezia Giulia, intervento finale del ministro Giancarlo Galan per riportare un po’ di calma: e’ stata molto agitata la giornata di oggi, a Pordenone, sul fronte delle colture geneticamente modificate. Tutto nasce nella primavera scorsa quando Giorgio Fidenato, leader degli Agricoltori federati, mette a dimora nei suoi campi del pordenonese mais geneticamente modificato, con tanto di ripresa televisiva e diffusione della semina sul circuito mediatico mondiale. Quel mais e’ ora venuto a maturazione con concreti rischi di contaminazione di altre colture. Da qui la protesta di oggi con tanto di blitz e presidio davanti alla Prefettura. ”Distruggere subito il campo nel quale sono state illegalmente seminate piantine di mais geneticamente modificato (Ogm)” e’ stato l’invito alla Procura della Repubblica di Pordenone e al ministero di Grazia e Giustizia da parte di Coldiretti, Wwf, Greenpeace, Slow-food e altre 40 associazioni ambientaliste tutte contrarie ai prodotti transgenici. La presa di posizione si e’ resa necessaria dopo che alcuni laboratori hanno confermato la presenza di mais transgenico nei campi di Fidenato. ”Non si puo’ piu’ aspettare”, ha ribadito il presidente della Coldiretti del Friuli Venezia Giulia, mentre Luca Zaia, presidente del Veneto, nel dichiararsi ”assolutamente contrario agli Ogm” ha auspicato ”un deciso intervento delle forze dell’ordine” arrivando perfino a lodare Greenpeace ”che ha fatto bene ad intervenire prima che sia troppo tardi”. Il blitz degli ambientalisti e’ stato bloccato dalla Polizia, ma a riportare la calma e’ intervenuto lo stesso ministro dell’Agricoltura. ”Sono stato, sono e saro’ sempre per il rispetto della legalita’ – ha detto -. Ove le indagini in corso rivelassero che realmente quello seminato e’ mais geneticamente modificato, spettera’ all’Autorita’ giudiziaria valutare i provvedimenti da assumere secondo quanto previsto dal decreto legislativo 212”. Galan, nel ricordare che in assenza di autorizzazione, la semina Ogm ”e’ espressamente vietata”, ha aggiunto di aver chiesto alla Conferenza Stato-Regioni ”di procedere nel piu’ breve tempo possibile non solo riguardo alla coesistenza, ma anche per l’approvazione dei protocolli di sperimentazione sugli Ogm. Credo infatti che non possiamo fermare la ricerca”. Infine e’ intervenuto Fidenato. ”Il comportamento di questi nazicomunisti e le loro irrazionali paure di contaminazione biologico-razziale delle specie vegetali – ha scritto sul sito web – e’ sempre piu’ simile alle irrazionali e pericolose ideologie razziste di purezza della razza e di supremazione biologica promosse da altri movimenti. Se questi statalisti pensano di intimidirci – ha aggiunto – sappiano che stanno sbagliando di grosso. Se pensano di costringere la Magistratura a comportarsi in modo illegale, credo siano fuori strada. Noi andiamo avanti”.
Ma Futuragra, l’associazione di imprenditori agricoli che si batte per l’introduzione delle biotecnologie in Italia, ha pronta una class action contro i responsabili del degrado dell’agricoltura. Per Duilio Campagnolo, presidente di Futuragra, infatti, ”la protesta inscenata a Pordenone dalle associazioni che fanno parte della cosiddetta ‘task force per un’Italia libera da Ogm’, di cui fa parte anche la Coldiretti Fiuli Venezia Giulia, e’ l’ultimo capitolo di un’azione miope, oscurantista e piena di contraddizioni”. ”Mentre infatti questi signori levano i loro scudi contro quei pochi metri quadrati di campo – ha rilevato Campagnolo in una nota – si dimenticano che piu’ della meta’ degli agricoltori veneti e friulani si dicono pronti a seminare mais Ogm e che la stessa Coldiretti distribuisce oggi in Italia mangimi Ogm attraverso i Consorzi Agrari”. ”Quelli che dovrebbero davvero indignarsi per tutto quello che sta succedendo nel nostro Paese in tema di biotecnologie – ha concluso Campagnolo – sono gli agricoltori, che sono ormai in ginocchio davanti a un calo dei redditi senza precedenti e che a piu’ riprese si sono detti favorevoli all’utilizzo degli Ogm. Proprio per questo motivo Futuragra sta verificando l’ipotesi di mettere in piedi azioni legali collettive”.

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