Ogm: perizia su mais sequestrato. E l’Aiab chiede linea dura


Le Procure di Udine e Pordenone che stanno seguendo l’inchiesta sulle coltivazioni di mais ogm, seminato senza autorizzazioni, hanno disposto una perizia sulla granella e sui campi di mais posti sotto sequestro la scorsa settimana a Mereto di Tomba e Vivaro. Ad eseguire la consulenza sarà la professoressa Serena Varotto, docente del dipartimento di agronomia ambientale e produzioni vegetali dell’Università di Padova. L’incarico, affidato dal Procuratore aggiunto di Udine, Raffaele Tito, e dalla collega di Pordenone, Annita Sorti, che coordinano le indagini, verrà conferito nei prossimi giorni. Compito della docente universitaria sarà quello di stabilire se il mais coltivato fa parte di quei prodotti ogm per cui è necessaria l’autorizzazione ministeriale.
“Il sequestro dei campi di mais Ogm in Friuli Venezia Giulia riporta all’attenzione generale la grave problematica delle semine illegali di Ogm ed evidenzia l’urgenza di una rigorosa opera di vigilanza da parte degli organi competenti, così come di un intervento durissimo sotto il profilo giudiziario e sanzionatorio”. E’ il commento di Andrea Ferrante, presidente nazionale dell’Associazione italiana per l’agricoltura biologica (Aiab), alla notizia del sequestro da parte del Corpo Forestale del Friuli Venezia Giulia di due aziende agricole, in provincia di Udine e in provincia di Pordenone, a seguito del probabile uso di mais geneticamente modificato mon 810. “In Italia, infatti, vige il divieto di coltivazione di Ogm – continua Ferrante – e chi trasgredisce la legge, sottoponendo tra l’altro l’ambiente e l’attività agricola alla contaminazione transgenica, si espone inevitabilmente e giustamente a denuncia penale”. (ANSA).

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