Ogm: martedì Consiglio Ue vota su via libera a nuovo mais

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Il voto sull’autorizzazione a coltivare un nuovo tipo di mais ogm, il Pioneer 1570, sarà sul tavolo del Consiglio Ue affari generali martedì. Se non si troverà – e il rischio è forte vista la spaccatura storica tra gli stati membri sulla questione – una maggioranza qualificata di paesi Ue contrari, anche nel caso in cui uno stato membro si astenga (potrebbe essere il caso della Germania), la coltura del Pioneer 1570 sarà “automaticamente approvata”, ha affermato il commissario Ue Tonio Borg intervistato da ‘Vieuws’. La situazione allo stato attuale tra gli stati membri, dopo il voto odierno a livello degli ambasciatori, è di nuovo, come nel febbraio del 2009 quando per la prima volta vennero chiamati a esprimersi sul Pioneer 1507, di un’assenza di maggioranza qualificata sia a favore che contro. Lasciando di nuovo la palla alla Commissione che dovrà così adottare la sua proposta di via libera sul mais ogm. Lo stesso Tribunale di giustizia a ottobre ha strigliato Bruxelles per il ritardo sulla decisione nei confronti del Pioneer 1507, che ora deve essere presa entro la scadenza legale del 12 febbraio. Da qui la scelta obbligata, in assenza di una riunione dei ministri dell’agricoltura Ue prima di allora, di far decidere al Consiglio affari generali di martedì. Allo stato attuale delle cose, centrale anche se non ago della bilancia, sarà il ruolo della Germania, oggi assente alla votazione e che non si è ancora ufficialmente espressa, anche se secondo alcuni potrebbe propendere per l’astensione. L’Italia, a differenza del 2009 quando si astenne, voterà contro. In bilico anche la Romania, per ora favorevole ma che potrebbe cambiare ancora posizione da qui a martedì. La situazione, però, visto il dossier controverso su cui Bruxelles e gli stati membri sono impantanati da ormai alcuni anni, è estremamente fluida, e diversi paesi, tra cui Gran Bretagna, Danimarca e Lussemburgo, hanno chiesto un dibattito più ampio sul futuro degli ogm in Europa, proponendo il prossimo Consiglio Ue ambiente del 3 marzo. La stessa Commissione ha rilanciato la sua proposta, affossata nel 2010, di lasciare agli stati membri la scelta di coltivare o meno gli ogm sul loro territorio.

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