Ogm: per Confagricoltura la paura viene dalla non conoscenza


I cittadini percepiscono come minacce per la salute, la qualità dell’aria (39,1% degli intervistati), i mutamenti del clima (24,4%), i virus e le pandemie (23,8%), e solo più di un italiano su dieci vede come rischio la diffusione dei cibi Ogm (11,7%). Il dato emerge da un sondaggio dell’Osservatorio Scienza e Società, presentato a Venezia in occasione della Sesta Conferenza Mondiale sul Futuro della Scienza. Gli scienziati a congresso hanno invitato «a ripensare con maggiore realismo il ruolo dell’informazione sui temi della salute».
Per quanto riguarda i dati sullo “spettro Ogm” Confagricoltura pone in evidenza il collegamento, che emerge dal sondaggio, tra percezione del pericolo biotech per la salute e grado di istruzione degli intervistati; i laureati sono meno allarmati della media dalla potenziale diffusione di cibi Ogm (che tra di loro preoccupa solo il 4,9%).
Insomma la “paura” viene dalla non conoscenza. E Confagricoltura cita anche un’indagine condotta da Ispo da cui emerge che il 40 per cento degli Italiani non conosce il significato esatto della parola Ogm. Tra i giovani di età compresa tra 18 e 24 anni questa percentuale sale addirittura al 70%.

2 Commenti in “Ogm: per Confagricoltura la paura viene dalla non conoscenza”

  • Federico scritto il 23 settembre 2010 amgiovedìThursdayEurope/Rome 10:52

    Sabato 2 ottobre a Pordenone si ritroveranno quanti vogliono preservare la salute degli abitanti dei territori del nordest dal ricatto delle multinazionali e dal profitto distruttivo delle coltivazioni OGM.
Come Coordinamento Libertario regionale faremo in modo che gli imbonitori di Fidenato & Co. che si parano dietro ad un sedicente Movimento Libertario costituito da 4 gatti e molti quattrini possano vedere e sentire il reale movimento libertario che anche in Friuli da tanti anni si muove a fianco di quanti vogliono una società libera, egualitaria, ecologica ed autogestita.
Una manifestazione che vuole essere un invito aperto a tutte le realtà, a partire dai singoli, che sentono la necessità di un’agricoltura che evolva verso lo sviluppo della biodiversità (mettendo in discussione non solamente la punta dell’iceberg , gli OGM, ma anche le politiche agricole di questa ultima metà di secolo), di un rapporto con la terra, con l’aria e con l’acqua che sono bisogni e quindi diritti primari che non possono essere venduti, monopolizzati o manipolati in nome del profitto e delle mire di spartizione di poltrone e quattrini.
L’idea di fondo che contestiamo, come nel caso degli OGM, è l’utilizzo delle persone o peggio di intere popolazioni come “cavie da laboratorio” con il pretesto del “progresso scientifico” e sulla base di una “indimostrata” nocività per umani e ambiente. 
La storia è piena di queste politiche aberranti che si sono consumate sulla pelle di genti nella gran parte inconsapevoli se non ingannate dalla propaganda, dalla censura o dalla disinformazione. Esperimenti perpetuati per anni come un vero e proprio ecocidio e peggio provocando omicidi di centinaia e migliaia di persone: basti pensare all’amianto che in Italia (e si pensi solo in Friuli a Monfalcone) è costato la vita a centinaia di operai che per anni hanno lavorato su disposizioni di legge che hanno permesso agli industriali di fare fortune mentre nel tempo i lavoratori si ammalavano di cancro.
Le stesse multinazionali degli OGM che oggi vorrebbero farsi paladine del “progresso” hanno fatto la loro fortuna grazie al famigerato “agente arancio” utilizzato a tonnellate nel Vietnam per distruggere la vegetazione causando centinaia di migliaia di morti civili e lasciando alle generazioni future l’incubo di aborti e malformazioni fetali. Perchè va sottolineato come ancor più che il mais modificato è l’utilizzo di glifosato ad essere l’altro business che viene venduto congiuntamente alle sementi OGM. Gli agricoltori che acquistano sementi brevettate, firmano infatti un contratto che li obbliga a utilizzare il glifosato quale esclusivo erbicida.
Negli Usa, 13 anni di colture OGM hanno incrementato globalmente l’uso dei pesticidi, anziché diminuirlo come promesso dai produttori di sementi geneticamente modificate: si calcola che a seguito dell’introduzione delle culture OGM l’utilizzazione del glifosato sia aumentata del 1500% tra il 1994 ed il 2005. E se la Monsanto come risposta al problema sta incoraggiando gli agricoltori a miscelare il glifosato con erbicidi di veccia data, quali il 2,4-D, vietato in Svezia, Danimarca e Norvegia per gli effetti cancerogeni, sulla riproduzione animale e i danni neurologici ed un componente del famigerato “agente arancio” usato in Vietnam negli anni dal ’61 al ’70, oggi l’obiettivo è estendere la coltivazione OGM al resto del mondo a partire dall’Europa.
Le ultime parziali analisi rese pubbliche sui campioni prelevati a Vivaro e dintorni ci dicono di fatto che il 50% del mais coltivato è contaminato.
Lo scoop mediatico di Fidenato e Futuragra ha come funzione di forzare la mano di modo che I governi locali e nazionali possano legittimarne l’uso, prima in forma ridotta e sperimentale per poi lasciare le briglie sciolte quando oramai la diffusione e la contaminazione diventano irreversibili.
Bloccarne la diffusione e ostacolare anche questo ennesimo scempio ai danni dei nostri territori è un passo fondamentale per invertire un processo globale di catastrofe ecologica.
    NO OGM: TERRA E LIBERTA’

    Sabato 2 ottobre, ore 16.00 P.tta Cavour

    MANIFESTAZIONE A PORDENONE
    Coordinamento Libertario Regionale
    http://www.info-action.net

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