Ogm: Regioni, Italia resti free; Galan, fate le linee guida

Sugli Ogm si e’ sfiorato uno scontro istituzionale in sedicesimo. Da un lato gli assessori dell’agricoltura delle Regioni che, rivendicando le proprie competenze costituzionali in materia di agricoltura, danno mandato al ministro Galan di esercitare la clausola di salvaguardia e non decidono sulle linee di coesistenza. Dall’altro il ministro Galan che dallo scranno del Governo alla Camera, rispondendo al Question Time, lanciava il suo avvertimento: se le Regioni non emanano le linee guida di coesistenza fra ogm e non-ogm ”qualcuno dovra’ pur farlo” e si suppone che a farlo potrebbe essere proprio il suo ministero. La decisione degli assessori all’Agricoltura e’ stata unanime e quasi certamente sara’ ratificata il prossimo 7 ottobre dalla Conferenza Stato-Regioni, quando sara’ licenziato l’ordine del giorno proposto dal coordinatore Dario Stefàno (Puglia), dove appunto si chiede a Galan di procedere ”con l’esercizio della clausola di salvaguardia” di cui si sono gia’ avvalsi Paesi come Austria, Ungheria, Francia, Grecia, Germania e Lussemburgo vietando la coltivazione del Mais Mon810 e della patata Amflora. Nella stessa seduta gli assessori hanno poi deciso di non esprimersi sulle linee guida di coesistenza tra coltura convenzionali, biologiche e geneticamente modificate in quanto ”superate dai nuovi orientamenti proposti dalla Commissione Europea che prevedono liberta’ per gli Stati membri di decidere in merito alla coltivazione di colture geneticamente modificate”. Non decidendo sulle linee guida di coesistenza le Regioni impediscono di fatto la coltivazione degli ogm. Un voto unanime delle Regioni non era scontato, visto che una regione importante come la Lombardia e’ sempre stata piu’ possibilista verso il biotech. Poche ore dopo la decisione, rispondendo durante il question time alla Camera Galan ha fatto un intervento che e’ sembrato piuttosto un avvertimento: se le regioni non deliberano sulle linee guida di coesistenza (in particolare sulla parte relativa alla sperimentazione) ”qualcuno lo dovra’ fare. Almeno – ha specificato – per quella Regione per cui una sentenza del Consiglio di Stato ci dice che occorre provvedere”. La Regione e’ il Friuli Venezia Giulia, dove ieri il Gip di Pordenone ha deciso di far raccogliere e stoccare il prodotto del campo di Fanna dove si era seminato abusivamente mais ogm. La decisione delle Regioni ha trovato il plauso delle organizzazioni agricole anti-ogm Coldiretti e Cia-Confederazione italiana agricoltori. ”A questo punto il ministro Galan dovrebbe aver ben chiara la posizione da tenere, anche in sede comunitaria”, afferma Sergio Marini, presidente Coldiretti. Mentre sull’altro fronte Confagricoltura chiede proprio a Galan ”di fare quello che le Regioni non hanno ancora fatto”. Il fronte anti-ogm ha poi segnato un altro punto ieri sera, quando la commissione Agricoltura del Senato ha espresso, anche qui all’unanimita’, il parere favorevole sullo schema di regolamento comunitario che introduce la possibilita’ per gli Stati membri di vietare la coltivazione di Ogm sul proprio territorio. (di Maria Gabriella Giannice ANSA)

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