Ogm: tutelare legalita’ e salute . La legge italiana vieta la coltivazione

Continuano i commenti sulla semina illegale di mais Ogm scoperta e denunciata in Friuli, nei campi di Fanna. ”Tutela della legalita’, della tipicita’, della biodiversita’ e della salute, sono gli elementi attorno ai quali sviluppare questa battaglia – dice Silvio Barbero vicepresidente nazionale di Slow Food intervenuto, oggi, a Pordenone, al presidio davanti alla Prefettura. ”Questa battaglia portata avanti dalla task force per un’Italia libera dagli Ogm che comprende oltre 30 associazioni deve unire sempre di piu’ i produttori e i consumatori sotto il principio di una agricoltura e di un’alimentazione buona, pulita e giusta – ha detto – incompatibile con la filosofia degli Ogm. E’ questa una battaglia che siamo obbligati a vincere”. Massimiliano Plett, presidente regionale di Slow Food, ha aggiunto che il Friuli Venezia Giulia ”non puo’ diventare l’avamposto della cultura Ogm”.
La legge punisca i veri colpevoli che, da mesi, si sono addirittura autodenunciati nel compiere un’azione illegale, verificata dalle competenti strutture scientifiche, senza che nessuno abbia mosso un dito prima dell’intervento degli attivisti di Greenpeace per evitare danni irreversibili. E’ quanto rileva la ”task force per un’Italia Libera da Ogm”, di cui fanno parte 27 associazioni del mondo agricolo, ambientalista, cooperativo e dei consumatori, nell’esprimere ”un senso di grave disagio e forte turbamento per l’interruzione delle operazioni di ‘disinfestazione transgenica’ e il fermo degli attivisti ambientalisti impegnati a Fanna (Pordenone), dove e’ in corso un ”Presidio della legalita”’ a oltranza organizzato da Coldiretti, Legambiente, Aiab, Greenpeace e Slow-food. ”E’ stata semplicemente compiuta una operazione – rileva la Coalizione – che avrebbe dovuto essere effettuata dalle competenti istituzioni senza alcun indugio in ragione del rischio certo di compromissione della sicurezza ambientale e dell’agrosistema del Friuli-Venezia Giulia”. La Task force, quindi, ribadisce ”la necessita’ di un immediato ripristino della legalita’ ed esprime l’auspicio che l’iniziativa attuata possa rappresentare uno stimolo affinche’ le autorita’ competenti adottino finalmente provvedimenti formali per la raccolta e l’avvio alla distruzione di tutto il materiale vegetale contaminato. E’ infatti assurdo che in un Paese civile debbano muoversi le forze sociali per garantire l’applicazione delle leggi che lo Stato ha emanato e che i suoi organismi competenti non sono in grado di far rispettare”.
Mentre la Coldiretti ricorda che in Italia e’ vietato coltivare organismi geneticamente modificati (Ogm) e le trasgressioni sono punite con la pena dell’arresto da 6 mesi a tre anni o l’ammenda fino a 100 milioni di lire piu’ la sanzione amministrativa da 15 a 90 milioni (D.Lgs. 24 aprile 2001 n.212, Attuazione delle direttive 98/95/CE e 98/96/CE concernenti la commercializzazione dei prodotti sementieri, il catalogo comune delle varieta’ delle specie di piante agricole e relativi controlli).
La Coldiretti dal ”Presidio della legalita”’ costituito davanti alla Prefettura di Pordenone, chiede alla magistratura di intervenire immediatamente facendo rispettare la legge, ordinando la distruzione del campo nel comune di Fanna in cui sono state seminate illegalmente piante di mais geneticamente modificate (Ogm)Cio’ e’ assolutamente indispensabile – rileva la Coldiretti – per evitare che la maturazione del mais e la conseguente disseminazione di polline possa provocare una contaminazione che avrebbe un impatto devastante sull’ambiente, sulla fauna selvatica, su altri ambiti agricoli e che non potrebbe essere limitato ai confini amministrativi dei comuni o della regione coinvolta.
La scelta di vietare la coltivazione di Ogm in Italia e’ coerente con la stragrande maggioranza dei cittadini che – sottolinea la Coldiretti – e’ contraria al biotech nei campi e nel piatti. Quasi tre italiani su quattro (72 per cento), in base all’ultima indagine annuale Coldiretti-Swg ”Le opinioni di italiani e europei sull’alimentazione, ritengono, infatti, che i prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente modificati (Ogm) siano meno salutari rispetto a quelli tradizionali. Una scelta in linea – continua la Coldiretti – con le crescenti perplessita’ sugli ogm in Europa dove, dopo il divieto posto anche in Germania, si sono ridotti a soli sei, su ventisette, i Paesi che coltivano organismi geneticamente modificati con peraltro un drastico crollo del 12 per cento delle semine nel 2009 che ha coinvolto tutti i paesi interessati (Spagna, Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia), tranne la Polonia che ha mantenuto la stessa superficie coltivata, mentre solo per il Portogallo e’ aumentata, secondo una analisi della Coldiretti sul rapporto annuale 2009 dell”’International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications” (ISAAA). Il drastico crollo nei terreni seminati con organismi geneticamente modificati in Europa nel 2009 conferma che nel coltivare prodotti transgenici, oltre ai rischi per la salute e per l’ambiente, non c’e’ neanche convenienza economica”.
Infine il ministro delle politiche agricole Giancarlo Galan : “Sono stato, sono e sarò sempre per il rispetto della legalità. Ove le indagini in corso rivelassero che realmente quello seminato è mais geneticamente modificato, spetterà all’Autorità giudiziaria valutare i provvedimenti da assumere secondo quanto previsto dal decreto legislativo 212. In Italia, infatti, la coltivazione di OGM, in assenza di autorizzazione, è espressamente vietata. Certo, va sottolineato, che se la Conferenza Stato-Regioni avesse approvato le linee guida sulla coesistenza tra colture convenzionali e piante geneticamente modificate, avremmo oggi maggiori strumenti sia tecnici che giuridici per disciplinare la materia. Alla Conferenza ho chiesto di procedere nel più breve tempo possibile, non solo riguardo alla coesistenza, ma anche per l’approvazione dei protocolli di sperimentazione sugli Ogm. Credo infatti che non possiamo fermare la ricerca” conclude Galan.

Un Commento in “Ogm: tutelare legalita’ e salute . La legge italiana vieta la coltivazione”

  • vas fvg alto livenza scritto il 3 ottobre 2010 pmdomenicaSundayEurope/Rome 14:18

    OGM: IN POCHE ORE DUE BUONE NOTIZIE ITALIANE!

    Nel giro di poche ore sono arrivate due notizie positive per il futuro dell’agroalimentare italiano. La prima è che stamattina, gli assessori regionali all’agricoltura, riuniti nel Comitato agricolo della Conferenza Stato-Regioni, hanno rigettato l’ipotesi di coesistenza delle colture transgeniche, con quelle convenzionali e biologiche…. La seconda notizia, giunta ieri sera, è che la magistratura ha ordinato la distruzione del campo di Fanna (quello di Vivaro era già stato distrutto dall’associazione Ya Basta!) e nello stesso pomeriggio il corpo forestale ha raccolto il mais Mon810 della Monsanto, illegalmente coltivato. Una conclusione questa che consente di dare un sospiro di sollievo a tutti quelli che hanno seguito, per ben 3 mesi, con il fiato sospeso le vicende del multimediale biotech-coltore Fidenato. Anche se un dubbio rimane: perché il mais biotech sequestrato è stato sistemato adeguatamente per poter essiccare e “mantenere le sue qualità inalterate”? VAS ritiene che quel mais, che ha già contaminato i campi adiacenti (con conseguenze economiche per gli agricoltori) non possa essere commercializzato e chiede che venga immediatamente distrutto. Dichiarazione di Simona Capogna, Vicepresidente VAS . http://www.VasFvgAltoLivenza.it info@vasfvgaltolivenza.it 1 0ttobre 2010

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