Oliere: retromarcia della Commissione. I commenti

olioppIl presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, si e’ detto “esterrefatto” dalla plateale retromarcia della Commissione Ue sul divieto di utilizzo di olio senza etichette nei ristoranti dell’Unione. “E’ l’ennesimo caso in cui registriamo un arretramento dell’istituzione europea davanti a una spaccatura, con un nord che vuole condizionare le scelte dei consumatori e che banalizza tutto cio’ che e’ qualita’, in una deriva che spinge verso l’omologazione dei cibi”, ha commentato l’ex ministro in una nota.
“La qualità paga ed è evidente che talune produzioni olivicole, come quella italiana, sono temute da Paesi che non possono minimamente competere su questo campo”. Così il presidente della Copagri, Franco Verrascina, commentando l’annuncio del ritiro della proposta di nuova normativa sull’etichettatura d’origine dell’olio d’oliva. “L’origine del prodotto adeguatamente visibile sull’etichetta – sottolinea Verrascina – è una questione di giustizia per i consumatori che devono potere scegliere e per i produttori, che devono avere la possibilità di concorrere sui mercati in base alle proprie capacità ed al prodotto che sono in grado di offrire”. Il presidente ricorda che è stata la stessa Commissione a proporre il nuovo provvedimento, così come le norme sempre in materia di origine del prodotto per le bottiglie d’olio d’oliva servite nei ristoranti. La World Trade Organization, inoltre, non ha avuto nulla da eccepire e ciò conferma, conclude la Copagri, che l’etichettatura d’origine obbligatoria è un tabù tutto europeo che va sfatato.
“La retromarcia della Commissione europea sulla norma che vieta l’uso di bottiglie senza etichetta e oliere anonime nei locali pubblici è una sconfitta per tutti i Paesi come l’Italia che da sempre portano avanti una dura battaglia contro le frodi e gli inganni a tavola”. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori nel sottolineare “che una bottiglia d’olio extravergine su sei in Italia finisce sui tavoli di trattorie, ristoranti e bar. Ed è necessario chiarirne l’origine, per garantire trasparenza ai cittadini e per tutelare i produttori da falsi e sofisticazioni che ‘scippano’ ogni anno al “made in Italy” agroalimentare 1,1 miliardi di euro”. Ancora una volta – conclude la Cia – dobbiamo constatare che l’Europa ha scelto di bocciare una norma appoggiata da ben 15 Paesi, tra cui i principali produttori come Italia e Spagna, premiando invece chi l’ha osteggiata fin dall’inizio come gli Stati del Nord, a partire da Germania, l’Olanda e l’Inghilterra.
“Per noi si tratta di una battaglia culturale e di legalita’. Quella parte del Regolamento oggi ritirata dalla Commissione europea consentiva infatti di migliorare il contrasto alle frodi in commercio anche nei ristoranti, dove i consumatori hanno il diritto di sapere che tipo di olio utilizzano”. Cosi’ commenta il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo “Sono certa – prosegue De Girolamo – che il Commissario Ciolo? trovera’ il modo di tenere conto di una questione cosi’ importante per i Paesi del Mediterraneo. E’ fondamentale creare una cultura dell’olio paragonabile a quella del vino e per ottenere cio’ questo e’ un passaggio importante.”
Il dietrofront della Commissione favorisce frodi ed inganni che danneggiano duramente le esportazioni nazionali di olio di oliva che nella Ue valgono quasi 450 milioni di euro all’anno, in un momento di difficolta’ degli acquisti nazionali in calo del 8% nel primo trimestre del 2013. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che l’obbligo rimane valido in Italia grazie alla legge salva olio in vigore dal primo febbraio. “Ci piacerebbe – afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini – una Europa che abbia una visione su come risolvere i problemi dell’economia e della disoccupazione e ci ritroviamo quella che risponde alle lobby anche su come apparecchiare la tavola”.
“C’é un’ Europa a due velocità, una che difende gli interessi dei consumatori e un’altra che fa retromarcia e fa ‘saltare il tappo’”. Lo afferma Massimo Gargano, presidente del Consorzio olivicolo italiano Unaprol, durante la riunione dell’Interpol a Roma dove si discute con la stessa Unaprol ed il Corpo forestale dello Stato sulle nuove norme anticontraffazione nel settore oleario. “E’ una posizione di vera retromarcia quella di Bruxelles – conclude Gargano – che non aiuta a fare chiarezza nel settore”.
“Un passo indietro nella tutela dei consumatori dalle frodi e nella garanzia di sicurezza e genuinità dell’olio extravergine di oliva”. Così commenta il presidente dell’Alleanza delle cooperative agroalimentari Maurizio Gardini. “Introdurre l’obbligo di bottiglie con tappi anti-rabocchi – prosegue il presidente Gardini – era funzionale ad evitare che le bottiglie venissero riempite di volta in volta con oli di indubbia provenienza o di scarsa qualità. Una decisione quindi che avrebbe potuto scongiurare sul nascere eventuali frodi e agire così a tutela del consumatore”. “Auspichiamo ora – conclude il presidente Gardini – che il Commissario all’agricoltura, che ha annunciato che intende avviare una serie di consultazioni con i diversi soggetti coinvolti per lavorare ad una nuova proposta di regolamento, possa giungere presto a proporre una norma che sia a tutela e garanzia della qualità, della trasparenza e della sicurezza alimentare”.
“L’annuncio di Ciolos è inaccettabile – ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – anche per il metodo ondivago seguito. Il Commissario sembra andare in senso contrario alla tutela dei produttori e dei consumatori. A questo punto auspichiamo fortemente che il nuovo regolamento riconfermi le norme a garanzia della qualità dell’olio d’oliva nei ristoranti.”
“Le oliere, così come qualsiasi altro recipiente soggetto a refill – ha affermato poi il presidente della Federazione nazionale olivicola di Confagricoltura Donato Rossi – non garantiscono il consumatore sulla reale identità dell’olio contenuto, mancano di trasparenza nei confronti dei clienti e favoriscono il decadimento qualitativo del prodotto. La sostituzione delle ampolle con bottiglie etichettate con tappo antirabbocco, consente al contrario una veloce rotazione e offre ai consumatori maggiori garanzie anche per il termine di conservazione che sarebbe più lontano nel tempo”.
“Trovarci penalizzati anziché tutelati dall’Europa non è davvero accettabile”. Lo afferma all’ANSA, Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere, commentando la decisione della Commissione europea. “Stiamo facendo una battaglia per difendere la qualità e farla riconoscere nel mondo – aggiunge il presidente – e poi vediamo che l’Europa, anziché aiutarci in questo percorso legittimo e utile per consumatori e produttori, cambia idea sulla base di interessi specifici di qualche Paese che non hanno nulla a che spartire con la nostra cultura mediterranea; è un grande passo indietro”.
“Non avrà ripercussione in Italia la decisione da parte della Commissione europea di ritirare la proposta con cui sarebbero sparite le oliere nei ristoranti perché sono vietate dal 2006. Lo afferma in una nota la Fipe, la federazione italiana pubblici esercizi aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia, commentando la decisione della Commissione europea di ritirare la proposta di vietare l’uso di bottiglie riutilizzabili di olio di oliva nei ristoranti dell’Ue. Fipe, infatti, ricorda che la materia è disciplinata fin dal 2006 con una norma che ha vietato le classiche oliere, imponendo l’utilizzo al tavolo di bottiglie di olio di oliva etichettate.

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.