Olimpiadi di Cucina, presentato il menù della Nazionale Italiana Cuochi

nic-nazionale-italiana-cuochi-1Con i tre piatti previsti dal regolamento, uno di pesce, uno di carne e un dessert, il nostro Paese scenderà in campo con la sua Nazionale Italiana Cuochi (NIC) alle Culinary Olimpics 2016, le Olimpiadi di Cucina in programma a Erfurt, in Germania, dal 22 al 25 ottobre. Sfidare i campioni uscenti, gli svedesi, e tutti gli altri team nazionali che parteciperanno, ben 32, sarà un’impresa impegnativa ma che gli chef della NIC, emanazione ufficiale della Federazione Italiana Cuochi, sono pronti ad affrontare con entusiasmo e spirito di gruppo.

Da tempo si svolgono in tutt’Italia le sessioni di allenamento dei due team partecipanti, senior e junior, per perfezionare nei minimi dettagli il programma richiesto dal severo regolamento del concorso internazionale. Ad ospitare l’ultima prova simulata, a Roma, è stata la Metro Academy, scuola di cucina e mixology di Metro Italia, partner della Federazione Italiana Cuochi, che da tempo sostiene la squadra azzurra capitanata dal general manager Daniele Caldarulo.

Di fatto, visto che il menu è stato scelto da tempo tra le varie proposte, gli allenamenti consistono nel riproporre le tre portate previste – starter, main course e dessert – in quantità sempre crescente e con tutta la perfezione e il rigore che l’“Olympiade der Köche” richiede, fino ad un massimo di 110 come avverrà ad Erfurt. Le ore concesse durante le Olimpiadi saranno 6 e tutte le portate dovranno essere identiche nella forma e nella cottura.

Quella di Roma è stata l’ottava simulazione della gara, eseguita nelle sei ore previste dal regolamento che spazia dalle tecniche di lavorazione alle norme dell’igiene, dal comportamento nel box di cucina fino alla limitazione degli sprechi e persino allo smaltimento differenziato dei rifiuti. Alla Metro Academy, con la supervisione del coach del team senior, Pierluca Ardito, il menu caldo è stato preparato per 80 persone e servito dal personale di sala della FIC.

Vietatissimo fotografare i piatti – è sempre il regolamento a imporlo – ma il loro nome non è un segreto. Lo starter è “Salmone selvaggio in compressione di gelatina al passion fruit con crema di sesamo nero, coriandolo, salicornia, tartare di capesanta al succo di pompelmo e terrina di carote di Polignano al yuzu e zenzero”. Main course: “Capriolo al caffè, arance e macis, mattonella di guancetta di porchetta brasata alla birra affumicata, royale di patata, zucca confit al succo di mandarino e riduzione di fondo di capriolo”. Ed infine il dessert: “Sfera al cioccolato Guajana con cuore di mango e zenzero sormontata da un grazioso nodino, cartelletta al bergamotto e meringa, gelato allo yogurt e frutti rossi”.

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