Olio: Coldiretti, l’inganno è in 4 bottiglie su 5


Con ben 4 bottiglie su 5 in vendita che contengono extravergine straniero ma sembrano Made in Italy perche’ l’etichetta e’ praticamente illeggibile, e’ importante l’intensificazione dei controlli per garantire la trasparenza dell’informazione sui mercati nazionali ed esteri. E’ quanto affermano Coldiretti, Symbola e Unaprol nel commentare positivamente l’operazione denominata “The Good of Italy” della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Taranto per la spedizione all’estero di olio di oliva che riportava etichette con false indicazioni al fine di ingannare il consumatore finale giapponese sull’effettiva origine e provenienza “italiana” del prodotto. L’Italia e’ il secondo produttore mondiale con in media 500mila tonnellate, ma anche il principale importatore mondiale di olio di oliva per un totale di 470 mila tonnellate all’anno che – sottolinea Coldiretti, Symbola e Unaprol – vengono spesso miscelate alla produzione nazionale e vendute anche con l’inganno come Made in Italy.
Anche quando non si sono gli estremi della contraffazione – precisa Coldiretti, Symbola e Unaprol – e’ comunque praticamente illeggibile la provenienza delle olive impiegate, nonostante sia obbligatorio indicarla per legge in etichetta dal primo luglio 2009, in base al Regolamento comunitario n.182 del 6 marzo 2009. Sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati e’ quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva. La scritta e’ riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile.
Inoltre spesso bottiglie con extravergine ottenuto da olive straniere sono vendute con marchi italiani e riportano con grande evidenza immagini, frasi o nomi che richiamano all’italianita’ fortemente ingannevoli. I consumatori dovrebbero fare la spesa con la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente. Di fronte ad una situazione che e’ causa di danni per i consumatori e per i produttori italiani Coldiretti, Symbola e Unaprol insieme all’intensificazione dei controlli chiedono al neoministro delle Politiche Agricole Mario Catania di accelerare l’iter del decreto sulle dimensioni dei caratteri e sul posizionamento delle diciture, firmato quasi quattro mesi fa e non ancora pubblicato. (AGI)

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