Olio: dalla Puglia petizione a Ue per tutelare l’extravergine


La Puglia sta provando a difendersi dai fenomeni di slealtà commerciale e per questo si è attivata per presentare all’Unione europea una petizione per tutelare l’olio extravergine di oliva. All’iniziativa, voluta dalla Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) Puglia, hanno aderito il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e l’assessore alle risorse agroalimentari e coordinatore nazionale degli assessori regionali, Dario Stefano, firmando oggi a Bari la petizione. “A garanzia della qualità dell’olio extravergine di oliva – ha spiegato il presidente della Cia Puglia, Antonio Barile – proponiamo l’abbassamento del parametro (fissato con normativa europea) degli ‘alchil esteri'”. Questi sono composti che si formano in seguito al degrado delle olive; una loro presenza elevata – è stato spiegato – indica scarsa qualità dell’extravergine. “Noi chiediamo che la soglia sia portata dagli attuali 75mg/kg a 30 in modo da non consentire miscele fraudolente con olio lampante, che ancora viene utilizzato sul mercato”. L’olio lampante è molto acido, tanto – è stato spiegato – da essere raffinato con processi chimici e unito a una percentuale di olio extravergine per fare olio di oliva. “L’attuale percentuale di ‘alchil esteri’ consente di mettere in commercio con la dicitura olio extravergine di oliva anche oli ottenuti con miscele che possono contenere fino al 60 per cento di oli lampanti rettificati e deodorati. Questo tipo di extravergine è – secondo Barile – la rovina dell’olivicoltura pugliese che ha visto nelle settimane scorse crollare il prezzo dell’extravergine e delle olive. E per salvaguardare i produttori e contrastare la diffusione di miscele impure è stata presentata, sulla riduzione della soglia degli ‘alchil esteri’, anche un’interrogazione bipartisan al Parlamento europeo, che vede – ha aggiunto Barile – primi firmatari Sergio Silvestris (Pdl) e Paolo De Castro (Pd) e la sottoscrizione di tutti gli europarlamentari italiani della commissione agricoltura”. Il settore olivicolo interessa in Puglia 360mila ettari, impegna 9 milioni di giornate lavorative e ha una produzione lorda vendibile (plv) di quasi 300 milioni di euro. Con i suoi 1,5 milioni di quintali di vero olio extravergine di oliva – è stato spiegato – la Puglia è la prima regione al mondo per questo tipo di produzione, superando ad esempio l’intera Spagna che produce 600-700mila quintali costituiti – secondo le stime della Cia – per il 95 per cento da olio lampante e deodorato.

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