Olio di oliva ‘deodorato’ rischia di diventare una piaga

“Quella dell’olio deodorato, purtroppo, rischia di diventare una vera e propria piaga per tutto il settore”. Così Fabio Rainieri, parlamentare parmigiano della Lega Nord e capogruppo nella Commissione contro la contraffazione, interviene dopo il sequestro di oltre 9.000 litri di olio di oliva ‘deodorato’ in un’azienda di Forlì. Olio che era stato importato da Spagna e Grecia e poi miscelato per essere destinato ad aziende del settore della ristorazione. “Il mio ringraziamento va agli uomini del Nucleo antifrodi dei carabinieri (Nac) di Parma – ha detto Rainieri – che ancora una volta hanno mostrato le maglie strettissime del nostro sistema di controllo e tutela dei produttori e dei consumatori. Maglie che, nonostante i controlli, alcuni tentano continuamente di aggirare mettendo a rischio la salute stessa dei consumatori. Quello che stava per essere spacciato per olio di oliva ‘extravergine’, in realtà era olio straniero di pessima qualità con alla base olio di oliva, ma derivato da metodi di coltivazione superintensivi che vedono grandi ammassi di olive lasciate decantare e che sviluppano acidi maleodoranti. Insomma una porcheria. Parliamo di oli che richiedono necessariamente un ‘lavaggio’ chimico che non viene dichiarato. La cosiddetta ‘deodorazione’, assolutamente vietata per gli extravergini”. “Invito gli uomini delle forze dell’ordine – ha concluso – a verificare se i titolari di queste attività illecite avessero goduto di finanziamenti comunitari o pubblici, per avviare, insieme alle procedure penali per falso e truffa, anche le eventuali azioni di recupero per avere indebitamente percepito fondi senza averne diritto”.

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