Olio, diminuisce la produzione italiana ma non viene meno la qualità

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Un calo di quasi 100.000 tonnellate, concentrato soprattutto nelle regioni centrali della penisola. La campagna olivicola ed olearia 2009-2010 presenta un –15% rispetto allo scorso anno ma la minore produzione viene compensata dall’ottimo livello qualitativo. A dirlo è un monitoraggio di Unaprol (Consorzio Olivicolo Italiano) e Aifo (Associazione italiana frantoiani oleari), svolto con il coordinamento dell’Ismea. I volumi scendono da 606.777 a 517.370 tonnellate e, secondo le due organizzazioni, le cause del calo sono le condizioni climatiche che hanno condizionato le fasi della maturazione delle olive. Prima regione per produzione si conferma la Calabria (170.700 tonn, -15%), davanti alla Puglia (167.000, -10/15%) e alla Sicilia (45.900, -5/10%). ”Il clima caldo e secco, che non ha favorito lo sviluppo di malattie, alternato a piogge che hanno consentito alle piante di accumulare una buona riserva idrica – concludono le due organizzazioni – completano il profilo di una campagna che si confrontera’ per la prima volta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine dell’olio extra vergine di oliva. Un test importante per il mercato e per i consumatori”.

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