Olio extravergine: le tensioni in Spagna spingono in alto i prezzi


Dopo un lungo trend al ribasso, protrattosi quasi ininterrottamente dalla metà dello scorso anno, i prezzi alla produzione degli oli di oliva extravergini hanno registrato nel periodo luglio-settembre un incremento medio del 10% rispetto al trimestre precedente. Lo rende noto l’Ismea, rilevando in media a settembre una quotazione di 2,83 euro al chilogrammo, contro i 2,41 di luglio. Un decisivo rimbalzo – spiega l’Istituto – determinato anche dalle tensioni sui mercati spagnoli, dove ci si attende una campagna olivicola tutt’altro che abbondante. Più di recente, a spingere verso l’alto le quotazioni dell’extravergine sono state soprattutto le piazze del Nord della Puglia, dove peraltro la raccolta, che da qui a poche settimane prenderà il via, non sembra prospettarsi di carica. Da una prima ricognizione dell’Istituto, la produzione italiana di oli di oliva di pressione potrebbe infatti attestarsi su un livello inferiore allo scorso anno, anche se, data la situazione estremamente differenziata tra le diverse aree produttive, la cautela è d’obbligo. Da sottolineare, comunque, che a partire dalla seconda metà di settembre si è assistito a un rallentamento della dinamica positiva, che ha portato verso un graduale assestamento dei prezzi. Del resto tra poche settimane (ma in alcune zone tra pochi giorni) è previsto l’avvio delle operazioni di raccolta e a prevalere è inevitabilmente un clima di attesa. (ANSA).

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