Olio: Gargano, l’extra vergine valorizza il territorio

In attesa della nuova campagna olivicola ed olearia, l’olivicoltura abruzzese scalda i motori con l’iniziativa: E’ la qualita’ che conta, evento promosso dalla cooperativa agricola Plenilia di Pianella (Pe). L’incontro organizzato nell’ambito del programma di tracciabilita’ di Unaprol del REg. Ce 867/08 ha fatto da cornice alla presentazione di uno dei prodotti di punta dell’offerta di alta qualita’ italiana. Si tratta di Bio, prodotto solo con olive della varieta’ “Dritta”, tipica cultivar abruzzese della zona di Pescara. “E’ un prodotto dell’innovazione che punta a valorizzare le tipicita’ distintive del territorio”. ha affermato Massimo Gargano presidente di Unaprol. “Un Paese come l’Italia che puo’ contare su produzioni di pregio derivate da mix varietali inimitabili, un patrimonio unico di oli extra vergini DOP, una presenza capillare sui mercati mondiali, una invidiata conoscenza delle dinamiche di consumo e la disponibilita’ di competenze e tecnologie industriali esportate ovunque – ha poi aggiunto – dolioeve saper innovare con la tracciabilita’ dell’alta qualita’ dell’olio extra vergine italiano”. Bio e’ un prodotto biologico di innovazione. Indicato per l’alimentazione dei bambini che fa bene anche ai grandi perche’ particolarmente ricco di antiossidanti che sono le truppe scelte per l’anti invecchiamento. A spingere verso questo segmento di consumatori, le stesse produttrici della cooperativa che hanno selezionato le migliori partite della varieta’ Dritta, testate sui propri figli. Ricco di polifenoli e tocoferoli, quest’olio e’ altamente digeribile, favorisce lo sviluppo del sistema nervoso del bambino ed e’ particolarmente raccomandato durante la gravidanza. Presenta una concentrazione di polifenoli totali superiore alla media italiana. “Un elisir di lunga vita”, riferisce Gianfranco Daddario presidente della cooperativa Plenilia che e’ gia’ disponibile sul mercato, ed e’ inserito nel programma di tracciabilita’ di Unaprol che garantisce la storia del prodotto dalle olive alla fase di imbottigliamento. Il progetto e’ stato seguito nelle sue fasi dal prof. Maurizio Servili dell’Universita’ di Perugia e dal prof. Angelo Cicchelli dell’universita’ di Pescara L’olivicoltura in Abruzzo e’ la seconda coltura arborea piu’ coltivata subito dopo la vite. La regione si colloca al 6° posto in Italia come produzione olivicola con 125.000 tonnellate ed olearia con circa 13.000 tonnellate, dopo Puglia, Calabria, Sicilia, Campania e Lazio.
L’olivicoltura si estende su circa 44.000 ettari, pari al 4% del totale investito in Italia ed al 5% dell’intera superficie olivicola del Mezzogiorno. 60 mila le aziende olivicole che rappresentano il 5% del totale delle aziende in Italia ed il 7% di quelle presenti nel meridione.
La provincia piu’ olivicola e’ Chieti con il 53% alla produzione regionale, seguita dalla provincia di Pescara con il 30% e la provincia di Teramo presenta con il 13,2% . Tre le DOP presenti, rispettivamente nelle province di Chieti (Colline Teatine), Pescara (Aprutino Pescarese) e Teramo (Pretuziano delle colline teramane). (AGI)

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