Olio: l’Ue presenta il piano di rilancio


Qualità e controllo, ristrutturazione e promozione, strutturazione della filiera e concorrenza con i Paesi terzi. Sono questi i grandi assi di intervento su cui si articola il piano di rilancio dell’olio d’oliva presentato, oggi a Lussemburgo, dal commissario europeo all’agricoltura Dacian Ciolos agli otto ministri dei Paesi produttori di olio d’oliva dell’Ue, per l’Italia il ministro per le politiche agricole e alimentari Mario Catania. Il piano d’azione sarà trasmesso domani a tutti gli Stati membri in occasione dello specifico Comitato di gestione Ue del settore. Ciolos, parlando con i ministri interessati, ha riassunto la sua visione del comparto sottolineato che, essendo la qualità dei prodotti oleicoli e la loro immagine di marca la forza della filiera, le principali azioni da intraprendere devono avere due grandi obiettivi. “Da un lato – ha detto Ciolos -, migliorare la qualità del prodotto e il suo controllo tramite misure in grado di preservare e di promuovere l’immagine di marca dell’olio d’oliva europeo, ma anche per meglio proteggere e informare il consumatore. Dall’altro, si tratta di rafforzare la competitività della filiera, tramite tutte le possibilità offerte dalla riforma della Pac e mobilizzando gli attori”. Il commissario ha ricordato ai partner che “il settore oleicolo soffre di un calo di reddittività, in particolare a causa del carente livello dei prezzi, conseguenza di un’offerta eccedentaria e di un forte squilibrio dei rapporti di forza all’interno della filiera”. Da tempo i prezzi della filiera – ha riconosciuto – “si trovano a livelli molto bassi”. Tra le idee che emergono dal progetto del piano d’azione che, dopo l’incontro con i ministri potrebbe essere leggermente modificato, si parla anche di rafforzamento dei controlli e di sanzioni per migliorare la qualità e combattere le frodi, e di miglioramento dell’etichettatura per meglio mettere in evidenza la qualità. Sul fronte della ristrutturazione il commissario ha sottolinea che l’eliminazione degli oliveti, come è avvenuto per le vigne, non è una soluzione. Inoltre più responsabilità sono previste per le organizzazioni dei produttori. Entro fine anno poi è attesa una proposta di Bruxelles sulla promozione.

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