Olio non era extravergine, indagate sette aziende. Critico Luigi Caricato

olive2L’olio di oliva non era extravergine: è la frode in commercio il reato che il pm Raffaele Guariniello, della procura di Torino, contesta ai rappresentanti legali di sette aziende del settore.
I laboratori delle agenzie delle dogane hanno esaminato campioni prelevati dai carabinieri del Nas e hanno verificato casi in cui l’olio, a differenza di quanto indicato, non era extravergine.
L’indagine è partita dopo la segnalazione de Il Test, il mensile dei diritti dei consumatori che con un esposto ha portato la Procura di Torino a indagare sul presunto falso olio extravergine.
A spingere Il Test a verificare è stato il crollo produttivo del 2014, anno “orribile” per l’olivicoltura .
“Proprio la scarsa produzione, ci ha fatto venire la tentazione di vedere se qualche azienda – spiega all’ANSA il direttore della rivista, Riccardo Quintili – era caduta in tentazione e aveva comperato olio da altre parti”. “Abbiamo scelto il laboratorio dell’Agenzia delle Dogane – prosegue – perché è il più affidabile e autorevole”.
Il risultato è stato inequivocabile: “Nove oli su 20 erano stati bocciati all’esame organolettico e, quindi, non si sarebbero dovuti chiamare extravergine. Non è un problema di salute, ma di correttezza nei confronti dei consumatori – sottolinea – oltre che di prezzo”.
Di qui l’esposto, uno per ogni etichetta
Ad essere interessate dall’inchiesta sarebbero sette aziende Carapelli, Sasso e Bertolli (che fanno parte dello stesso gruppo, la multinazionale spagnola Deolo), Santa Sabina, Coricelli, Primadonna (nella versione confezionata per la Lidl) e Antica Badia (per Eurospin).

A prendere le distanze dalla vicenda è invece il direttore di OlioOfficina Luigi Caricato che afferma: nell’olio ”c’è oggi una qualità che un tempo ci sognavamo, l’imprenditoria di settore è sana e gli stessi supermercati non mettono in gioco il proprio marchio per delle truffe che, se ci sono, sono nei canali non ufficiali, nel porta a porta”. ”Sto ricevendo telefonate allarmate da diversi Paesi esteri” continua Caricato ”in Italia ci facciamo male da soli, è masochismo assoluto. Sono convinto che il caso si smonterà. Ora occorre non ingigantire un fenomeno, anche se mi stupisce il disorientamento delle istituzioni e la grande superficialità con cui trattiamo l’analisi sensoriale. Finché non ci saranno le controverifiche si rischia di gridare ‘al lupo, al lupo!’. Io prendo le distanze da queste iniziative – conclude – e continuerò a parlare in termini positivi dell’olio made in Italy e delle imprenditoria sana che sta offrendo ai consumatori un prodotto d’eccellenza come non mai”.

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