Olio: proclamati a Roma i vincitori del “Sirena d’oro” 2011

Colline Teatine, Sardegna e Valli Trapanesi: sono questi i tre Dop vincitori della nona edizione del ‘Sirena D’Oro 2011′, concorso nazionale realizzato a Sorrento e riservato agli extra vergine d’oliva Dop. La proclamazione si e’ svolta questa mattina presso la sala stampa della Camera alla presenza del presidente della Commissione Agricoltura, Paolo Russo, del sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo, del vicesindaco e assessore all’agricoltura del comune campano, Giuseppe Stringa, del presidente di Federdop Olio, Silvano Ferri e del presidente di Unparol, Massimo Gargano. La premiazione e’ stata inoltre occasione per annunciare l’approvazione, da parte dei comuni della penisola sorrentina, di un ‘Codice morale per lo sviluppo dell’economia nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio’, volto a valorizzare e proteggere i territori e i loro prodotti, favorendo lo sviluppo di un’economia sostenibile. ”L’Italia – ha detto Russo – non puo’ vincere le sfide della competitivita’ sul prezzo. La nostra arma vincente e’ la qualita’ dei prodotti e il loro legame con i territori, la storia e la cultura dai quali nascono”. All’edizione 2011 del premio hanno partecipato 193 aziende. La premiazione si svolgera’ a Sorrento il 20 maggio, in occasione della ”Borsa valori del territorio”.
Nel corso della presentazione del concorso il presidente di Unaprol, Massimo Gargano si invece soffermato sull’andamento del mercato che – ha detto – premia la qualita’ italiana. Lo scorso anno infatti le esportazioni sono cresciute del 17% rispetto all’anno precedente (13% olio nel suo complesso 3-4% extra vergine), nonostante il prodotto sfuso abbia registrato un aumento del valore alla produzione di oltre 1 euro (circa 30%), che ha portato i nostri prodotti a staccarsi dalla fascia di prezzo dettata dai grandi big Spagna e Grecia. Secondo Unaprol, e’ in aumento in Italia la richiesta di qualita’, con impennate nelle vendite dirette dai produttori. All’estero invece buone performance sui mercati emergenti, ma anche nel Nord Europa, dove gradualmente i consumatori tendono a sostituire il burro con l’olio. All’interno di questo scenario l’olio Dop, pur rappresentando una nicchia, si dimostra molto dinamico sui mercati esteri: ”il volume delle esportazioni – ha detto Silvano Ferri, presidente di Federdop – e’ in continua crescita: nel quinquennio 2004-2009 sono state esportate, per il 66% nel mercato extra-Ue, 5.400 tonnellate di prodotto per un controvalore che supera i 43,7 mln di euro”. Un fenomeno in continua evoluzione: nel 2004 infatti le tonnellate esportate erano 1534 (per un valore di 17 milioni di euro).

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