Olio: Sicilia, Puglia e Toscana sul podio del Sirena d’Oro 2016

Nuova immagineIn Sicilia, Puglia e Toscana i migliori oli extravergine di oliva Dop e Igp del 2016, premiati con la “Sirena d’Oro”, il riconoscimento assegnato dal concorso nazionale promosso dalla città di Sorrento in collaborazione con Unaprol e FederDop Olio.
Le aree di produzione da cui provengono gli oli vincitori sono le Dop Monte Etna, Terra di Bari (sottozona Castel del Monte) e Terre di Siena.
Gli oli vincitori sono stati proclamati questa mattina a Roma, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato gli onorevoli Colomba Mongiello e Paolo Russo, componenti della XIII commissione Agricoltura della Camera dei deputati, il sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo, il presidente di Unaprol David Granieri, il presidente di FederDop Olio Daniele Salvagno, e il direttore di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda.

La selezione dei migliori oli è avvenuta al termine di numerose sedute di assaggio, svoltesi prima a Firenze, e poi a Sorrento, ad opera di assaggiatori professionisti delle associazioni Oleum e Assaggiatori Associati, provenienti da diverse regioni italiane.
I riconoscimenti assegnati dal Sirena d’Oro sono cinque: Sirena d’Oro, Sirena d’Argento, Sirena di Bronzo, e due Gran Menzioni. Tre le categorie del concorso: fruttato intenso, fruttato medio e fruttato leggero.

Nella categoria fruttato intenso, Sirena d’Oro all’azienda agricola Romano Vincenzo con la Dop Monte Etna, Sirena d’Argento all’azienda agricola Tommaso Masciantonio con la Dop Colline Teatine (sottozona Frentano) e Sirena di Bronzo all’azienda agricola Alfredo Cetrone con la Dop Colline Pontine. Gran Menzione alla società cooperativa Agrestis con la Dop Monti Iblei (sottozona Monte Lauro) e all’azienda agricola Titone con la Dop Valli Trapanesi.

La Sirena d’Oro nella categoria fruttato medio è stata conferita al Frantoio Galantino srl con la Dop Terra di Bari (sottozona Castel del Monte). Sono state assegnate la Sirena d’Argento all’Oleificio Fam con la Dop Irpinia (sottozona Colline Dell’Ufita) e la Sirena di Bronzo all’Oleificio Demuru Paolo con la Dop Sardegna. Gran Menzione all’azienda agricola De Carlo con la Dop Terra di Bari (sottozona Bitonto) e alla cooperativa agricola Olivicoltori Valle del Cedrino con la Dop Sardegna.

Nella categoria fruttato leggero, Sirena d’Oro all’azienda agricola Carraia con la Dop Terre di Siena, Sirena d’Argento all’azienda Redoro con la Dop Veneto (sottozona Valpolicella) e Sirena di Bronzo all’azienda agricola Buonamici con l’Igp Toscano (sottozona colline di Firenze). Gran Menzione all’azienda agricola Orseggi con la Dop Riviera Ligure (sottozona Riviera di Levante) e all’azienda agricola Stefanini Tronchetti con la Dop Lucca.

La cerimonia di premiazione si svolgerà a Sorrento l’8 aprile, nell’ambito della manifestazione “I Valori del Territorio”, in calendario nei giorni 8, 9 e 10 aprile e 15, 16 e 17 aprile.
Alle aziende vincitrici verrà consegnata una scultura in terracotta, realizzata in nove copie uniche dal maestro Marcello Aversa: un tronco d’ulivo dal quale fuoriesce la coda di una Sirena.

La contraffazione alimentare è una delle principali voci dell’economia illegale, in parte di origine criminale, che pone anche seri problemi di salute pubblica – ha ricordato l’onorevole Colomba Mongiello – E’ un tema decisivo nell’economia globalizzata, in cui la libera circolazione delle merci rischia di aumentare i rischi per la salute dei consumatori.
La certificazione delle produzioni, dunque, è un presidio di sicurezza alimentare ed uno strumento di valorizzazione della qualità e della salubrità.
La legge ‘salva olio’ – ha proseguito – è stata approvata con l’intento di valorizzare tracciabilità e origine per tutelare chi produce e consuma qualità. E’ nostro dovere comune pretendere la sua applicazione rigorosa e difenderla dai tentativi di indebolimento delle sue prescrizioni, reiterati dalla burocrazia statale ed europea.

“Il Sirena d’oro resta un faro, una luce forte accesa sulle eccellenze agricole italiane sempre più bistrattate da un’Europa che omologa e non premia le tradizioni tipiche – ha detto l’onorevole Paolo Russo nel suo intervento – L’olio made in Italy, alimento principe della dieta mediterranea e di uno stile di vita sano e corretto continua ad essere ambasciatore di genuinità, di qualità e di territori dalla bellezza esclusiva ed inimitabile proprio come i nostri prodotti”. 

 “Lo scenario di mercato dell’olio di oliva a denominazione di origine protetta nonostante rappresenti appena l’1% del fatturato totale di tutto il settore del food, continua a rappresentare  grandi opportunità di crescita e di reddito per le imprese del settore –  ha riferito il presidente di Unaprol, David Granieri – In Italia secondo un sondaggio realizzato da Federdop alla domanda perché si produce olio DOP, le aziende intervistate hanno risposto: per aumentare il valore del prodotto il 59%; il 22% per soddisfare una domanda più esigente da parte del consumatore e il 19% per rispondere in maniera più puntuale alle richieste dei grossisti e distributori”.
Granieri ha poi aggiunto che per essere vincenti “occorre insistere sulla tracciabilità e sulla biodiversità che caratterizzano l’offerta di qualità del nostro sistema Paese sul mercato mondiale; e che il sistema delle Dop e Igp oggi rappresenta l’unica garanzia per costruire la distintività del prodotto delle nostre imprese che insieme alla sostenibilità, rappresentano due opportunità intorno alle quali costruire la catena del valore del prodotto a denominazione di origine”.

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