Olio: Unaprol, la procedura Ue mette a rischio made in italy


Lo Stato italiano potrebbe presto autorizzare il traffico di perfezionamento attivo (Tpa), la procedura comunitaria che consente la temporanea importazione di oli da lavorare in Italia per poi esportali nei paesi terzi. Lo denuncia Massimo Gargano presidente di Unaprol, che chiede l’intervento del ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia per valutare se dietro questo tipo di concessioni non si nascondano le cause dell’origine dei prezzi troppo bassi del prodotto in Italia. La procedura comunitaria, spiega l’associazione, e’ possibile solo in presenza di particolari situazioni di mercato, quando c’e’ a livello comunitario scarsita’ di prodotto da avviare sui mercati oppure un differenziale di prezzo troppo elevato tra oli Ue e di paesi terzi. ”Non credo che si siano verificate condizioni tali da giustificare la convenienza della temporanea importazione da paesi extracomunitari senza intaccare il principio della preferenza comunitaria”, afferma Gargano, che chiede al ministro di accendere i riflettori su una pratica che consente agli uffici delle Dogane e del Mipaaf stesso, di rilasciare ogni anno autorizzazioni per oltre 100 mila tonnellate di oli da importare in Italia per essere lavorate, pari a un quinto della produzione olivicola nazionale. Il presidente ricorda infine come la procedura si basi su un regolamento comunitario del 2001 che consente di attribuire l’origine del prodotto in base all’ultima trasformazione sostanziale, che mal si concilia con il Regolamento CE 182/2009 sull’indicazione origine obbligatoria in etichetta. (ANSA).

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