Olio: Unaprol, produzione -35%, puntare su carta della qualità

olive raccoltaAnno difficile per l’olivicoltura italiana che deve affrontare un taglio della produzione del 35% che si dovrebbe assestare su 302 mila tonnellate; una campagna che non ha precedenti anche in Spagna in Europa e nel resto del mondo olivicolo, dove l’Italia dovrà saper giocare ancora meglio la carta della qualità. E’ quanto fa notare il presidente di Unaprol, David Granieri, tracciando una cartina dell’Italia dell’extra vergine in ‘rosso’, alla luce delle stime realizzate da Ismea con la rete di monitoraggio del consorzio olivicolo italiano e di altre realtà associative del settore. ”Quello che colpisce – afferma Granieri – è l’assenza di una visione strategica del sistema Paese sul futuro di questo settore che quest’anno è molto più marcata per via del forte calo produttivo dovuto all’attacco di mosca olearia; da qui la necessità di implementare un sistema di monitoraggio e prevenzione che limiti in futuro i danni”. Il tutto avviene in uno scenario di crescita generalizzata per l’olio italiano, fa notare Unaprol, dai prezzi della materia prima (+40% su base annua), all’export (+13% di cui + 18% gli oli extra vergine), dall’import (+43% in volume e +12% in valore) alle vendite (+3% nei primi mesi otto mesi); un trend di crescita da cui è esclusa la produzione, nonostante il differenziale di prezzo tra gli oli italiani e gli spagnoli di 1,47euro/kg, rispetto a 0,43 in media del 2013. Uno spread tra Italia e Spagna che, secondo il presidente, è il segnale che il mercato chiede più qualità ed è disposta a pagare per ottenerla e proprio per questo il settore ha tutte le potenzialità per poter superare la crisi.

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