Onda nera: domani mattina toccherà il Reggiano, lunedì sarà nel Delta

La Provincia di Reggio Emilia si prepara all’arrivo sul Po dell’onda nera provocata dall’inquinamento del Lambro. Questa mattina in Prefettura – sotto il coordinamento del prefetto Antonella De Miro – riunione operativa tra Provincia, sindaci dei Comuni rivieraschi, Coordinamento provinciale del volontariato di protezione civile, tecnici di Arpa, Enia, Aipo, Servizio tecnico di bacino della Regione e Consorzio di bonifica dell’Emilia centrale, Vigili del fuoco e Corpo forestale. Si e’ fatto il punto della situazione e si sono organizzati i presidi in attesa del passaggio nel tratto reggiano del Po dell’onda nera, il cui arrivo e’ previsto tra le 4 e le 5 di domani mattina e il cui deflusso dovrebbe proseguire per l’intera giornata. ”Le tre barriere posizionate nel Piacentino a Emanuella, Ca’ del Bosco e Boscone Cusani sono risultate efficaci e attualmente l’onda nera si trova ad affrontare lo sbarramento della centrale Enel a Isola Serafini, ultimo presidio strutturale che ci consente di poter trattenere e aspirare il maggior numero di materiale inquinante – ricorda la responsabile provinciale della Protezione civile, Federica Manenti – Purtroppo il fatto che nel frattempo l’enorme macchia, molto densa, si sia frammentata, rende piu’ difficoltose le operazioni di ulteriore pompaggio”. Sono stati individuati i punti critici da presidiare nel Reggiano con particolare attenzione: l’impianto di pompaggio della Bonifica a Boretto e l’area di rinaturalizzazione all’ Isola degli internati a Gualtieri; ”fortunatamente il Po e’ in magra e il livello basso dovrebbe evitare che l’onda si avvicini alle due zone piu’ sensibili”. Nelle prossime ore i sindaci emaneranno ordinanze di divieto di prelievo di acque per qualsiasi uso, di pesca e balneazione, mentre l’Arni provvedera’ a vietare la navigazione nel tratto reggiano del Po.
“Sono tutti allertati anche i Consorzi di bonifica dell’Emilia-Romagna – ha detto Emilio Bertolini, presidente dell’Unione Bonifiche – ed operano in stretta collaborazione con la Protezione civile per adottare tutte le azioni necessarie a garantire che le future distribuzioni di acqua per necessita’ irrigue siano qualitativamente compatibili con le esigenze produttive”. Il passaggio dell’onda inquinante non crea però particolari criticita’ per il sistema di bonifica poichè i grandi impianti di derivazione delle acque per uso irriguo sono al momento inattivi
A rischio sono invece in Lombardia le rogge e i canali che si diramano dal fiume alle campagne- denuncia Confagricoltura di Milano e Lodi, che sta monitorando la situazione ora dopo ora. “Il problema – ha detto il presidente Mario Vigo – ora non preoccupa, perche’ in campagna attualmente non si utilizza l’acqua, ma non dimentichiamo che tra poche settimane comincera’ la campagna di semina e la richiesta di acqua sara’ fortissima, ad esempio per la semina del riso”.
La nuova allerta diffusa dalla protezione civile prevede che tutta l’asta del Po sia interessata nei prossimi quattro giorni (indicativamente raggiungendo i litorali ferraresi lunedi’).
Nel tratto polesano, dove l’arrivo della massa oleosa e’ previsto nelle prime ore di sabato mattina, arriveranno mille metri di panne assorbenti dalla capitaneria di Porto di Chioggia che saranno posizionati lungo l’asta del Po formando quattro sbarramenti a Castelnovo Bariano, Occhiobello, Guarda Veneta e Corbola. Per il momento non si segnalano problemi che riguardano la potabilita’ dell’acqua, ma gia’ sono state predisposte delle autobotti nel caso in cui non risulti piu’ potabile.
Nel pomeriggio sono attesi a Piacenza il presidente della Regione Vasco Errani e il capo dipartimento della Protezione civile nazionale Guido Bertolaso. Nelle stesse ore e’ stata convocata nella sede della protezione civile regionale, a Bologna, la Commissione regionale per la previsione e la prevenzione di grandi rischi, che riunisce i massimi esperti in materia della comunita’ scientifica, ”per analizzare gli scenari del fenomeno in tutti i suoi aspetti”.
L’inquinamento partito dalla raffineria ‘Lombarda Petroli” mette comunque a rischio un intero sistema ecologico ed economico. “Tutto l’ecosistema fluviale e’ in pericolo ed ora si pensa anche al Delta del Po, una delle zone umide piu’ importanti d’Italia e d’Europa per la migrazione e lo svernamento degli uccelli acquatici”, denuncia il Wwf sottolineando che in questa stagione, nelle zone umide deltizie vi sono migliaia di uccelli alla vigilia della cova e della stagione di riproduzione.

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