Operazione tonno rosso 10 tonn. sequestrate tra Parma, Chioggia ed Milano

Operazione tonno rosso della Guardia Costiera che, nell’arco di tre giorni a Chioggia, Parma e Milano, ha portato al sequestro complessivo circa dieci tonnellate di esemplari illegalmente commercializzati.
L’operazione si è chiusa questa mattina presso il mercato ittico di Milano, dove oltre quaranta uomini delle Capitanerie di porto di Genova e Chioggia hanno sequestrato, nelle varie piazze, circa sette tonnellate di tonno rosso. E’ stato possibile giungere alla grossa partita di prodotto seguendo le tracce di sequestri operati nei due giorni precedenti: il primo a Chioggia (circa una tonnellata), e uno successivo presso una società di Parma (oltre tre tonnellate) sui cui documenti commerciali i militari hanno rintracciato il canale che li ha condotti al mercato milanese.
Il sequestro di esemplari di varia misura e le denunce a carico di svariati operatori ittici segna un ulteriore passo nell’intensa campagna che le Capitanerie di Porto stanno conducendo, e che tuttora è in corso, contro la pesca illegale del tonno.

2 Commenti in “Operazione tonno rosso 10 tonn. sequestrate tra Parma, Chioggia ed Milano”

  • cristina Freghieri scritto il 27 maggio 2011 pmvenerdìFridayEurope/Rome 22:54

    I miei complimenti a chi con fatica e grande sacrificio fisico e psicologico ha sostenuto l’iintera operazione a favore della correttezza, del mare e del giusto equilibrio che l’uomo deve imparare a rispettare verso fonti naturali come il mare e i suoi prodotti . Rispettare ciò che ci è permesso di avere significa permettere alla natura di seguire il suo giusto corso.
    A tutte le persone che hanno partecipato a questa operazione i ringraziamenti di chi crede nel rispetto.
    Cristina Freghieri

  • rocco scritto il 8 giugno 2011 pmmercoledìWednesdayEurope/Rome 15:14

    I complimenti si dovrebbero fare anche chi con fatica cerca di mandare avanti una famiglia,come i pescatori,signorina non si offenda ma è facile parlare da dietro una sedia e a fine mese andare alla posta a pagarsi lo stipendio…lei pensa che i pescatori professionisti vogliano fare una pesca illegale?sbaglia.in Italia purtroppo,la legge non è uguale per tutti,perchè se tutti quelli che anno una barca in regola di documenti ,permessi ecc,avrebbero anche delle quote tonno,invece che le quote vanno sempre agli stessi furbetti,tutti lavorerebbero con più entusiasmo,e si guarderebbero i loro interessi denunciando anche chi và illegalmente.questa è la mia teoria.ma sono anche convinto che prima o poi tutto finirà,le porgo distinti saluti.

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