Ora legale: le lancette e i bioritmi nella stalla

Era l’11 marzo del 1997 quando la Francia disse di non volere più l’ ora legale, per i problemi che causava ad agricoltori e allevatori : perturba i ritmi delle mucche e delle pecore, che sono decine di milioni. La vicenda rimbalzo’ in Europa: i ministri dei Trasporti dell’ Ue, riuniti a Bruxelles, esaminarono l’allora nuova direttiva europea sull’ ora legale, per il quadriennio 1998-2001. La decisione di prorogare il sistema attuale – in vigore in tutta l’ Unione – deve essere presa a maggioranza qualificata: la Francia da sola non fu quindi in posizione di bloccare il progetto di nuova legge europea.
Ma la questione non pare sopita, perche’ ogni anni, il cambiamento di orario si accompagna a sonni “turbolenti” di mandrie e greggi e soprattutto si imputa al cambiamento del ritmo un abbassamento della produzione. Che sia o meno confermato comunque, alle 2 di notte di domenica 28 marzo scatta l’ora legale, che resterà in vigore per sette mesi, fino all’ultima settimana di ottobre. Le lancette dovranno essere spostate avanti di un’ora. Termina così il periodo di ora solare, che accompagna i cinque mesi invernali, con l’obiettivo di recuperare un’ora di luce in più a fine giornata

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