Orecchie grandi segno di prosperità

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Per il lunario di questa settimana un santo veramente originale, a partire dal nome: san Cono di Naso. Esiste davvero, anzi, in Sicilia è molto popolare. Cono di Naso, il cui vero nome era Conone, nacque a Naso dalla ricca famiglia dei Novacita nel 1145 e lì visse 91 anni. Abate del monastero locale e poi eremita presso la Grotta di San Michele a Rocca d’Almo, preferì alla vita mondana la contemplazione, la preghiera e la penitenza.
Il culto è diffusissimo nel Messinese, e di san Cono si racconta ogni bene: secondo una leggenda protesse Naso da un’incursione dei Turchi, spaventandoli comparendo con le sembianze di un gigante nero con in mano una croce e la Bibbia. Raffigurato spesso con due orecchie “importanti” e un grosso naso – forse per via del nome – san Cono da secoli viene invocato dai fedeli a protezione dal terremoto, dalla fame, dalla peste, dalla guerra, ma soprattutto per guarire dalla malattie al naso e alle orecchie. La sua festa è il 28 marzo.
Avere le orecchie grandi e allungate, come il Santo pare avesse, è segno di prosperità. Da qui l’usanza di tirare le orecchie ai festeggiati in occasione del compleanno tante volte quanti sono gli anni compiuti. L’origine è antichissima: in molte civiltà è diffusa la teoria che le orecchie lunghe (col lobo allungato) siano indice di lunga vita. Rimanendo in tema di orecchie, auspicio di lunga vita anche avere le orecchie pelose, anche se bisogna fare attenzione, perché se i peli vengono tagliati, si rischia di diventare deficienti. Generalmente, quando ronza l’orecchia destra è segno che parlano male di voi o di cattive notizie in arrivo; se ronza quella sinistra, che parlano bene o di buone notizie in arrivo.
Le superstizioni sul naso sono invece: Quando prude è segno che presto si riceveranno baci o pugni, che le donne con il naso arricciato hanno un carattere rissoso, così come propensi al litigio sono gli uomini col naso adunco, come ricorda un proverbio bergamasco: Nas che pissa ‘n bóca, guai a chi la tóca.
Naso che guarda in bocca (cioè aquilino) guai a chi lo tocca.
Un altro santo originale festeggiato questa settimana – il 25 marzo – è san Disma, passato alla storia come il Buon Ladrone. San Disma è il ladrone citato dai Vangeli a cui Cristo morente promise il Paradiso per essersi pentito. Non si conosce null’altro sulla sua precedente vita. È comunque il protettore dei condannati a morte, dei moribondi, dei ladri pentiti, dei peccatori ravveduti ed è invocato contro i ladri e contro i furti. (Andrea Malossini)

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