Ortofrutta: da luglio aumentano i prezzi di ritiro

Il commissario all’agricoltura Dacian Ciolos ha tenuto parola. Come promesso al ministro delle politiche agricole, Mario Catania, è stato dato il via libera all’aumento di numerosi prezzi di ritiro dal mercato di prodotti ortofrutticoli in eccedenza. La misura si applicherà dal primo luglio con un aumento minimo del 20% dei prezzi medi per sei prodotti (nettarine e pesche escluse) e del 30% per 11 ortofrutticoli, se distribuiti gratis. Incremento dei prezzi da primato per meloni, melanzane e uva. E’ stata una decisione ‘sofferta’, per coloro che dovevano aprire i cordoni della borsa alla Commissione europea, in modo da assicurare i fondi Ue necessari per far fronte a ritiri di ortofrutticoli in caso di crisi, come è avvenuto lo scorso anno con la diffusione del batterio killer, E.Coli. In quell’occasione, l’Italia ottenne che il prezzo di ritiro per le nettarine e pesche fosse portato a 26,90 euro il quintale, livello che Bruxelles ha rifiutato oggi di rivedere in quanto resta il prezzo più elevato se si esclude la distribuzione gratuita. I sei ortofrutticoli che ottengono un aumento del 20% e più sono pomodori d’inverno, uva, albicocche, pere, melanzane e meloni. Gli stessi ottengono un aumento superiore al 30% se vengono distribuiti gratuitamente, come del resto per cavolfiori, mele, angurie, clementine e limoni. Tra le novità c’é quindi l’introduzione di un prezzo di ritiro per i pomodori invernali (prodotti dal primo novembre al 31 maggio) pari a 27,45 euro i 100 kg per la distribuzione gratuita e di 18,30 euro per altre destinazioni. I prezzi di ritiro dei meloni vengono quasi quadruplicati: da 6 euro il quintale a 31,37 per la distribuzione gratuita e 29,21 per le altre destinazioni; così le melanzane salgono dai 5,96 euro a 22,78 euro per 100 kg se distribuite gratis e a 15,19 per altri usi; il prezzo dell’uva poi raddoppia da 12.03 a 26,11 euro il quintale, fino 39,16 euro per la distribuzione gratis. Il nuovo regolamento che, ha ottenuto oggi il via libera dello speciale Comitato europeo di gestione per l’agricoltura, introduce anche diverse flessibilità per le organizzazioni di produttori. Consente anche una migliore applicazione del prezzo di entrata nell’Ue degli ortofrutticoli provenienti dai Paesi terzi, grazie ad una tracciabilità rafforzata per le partite importanti in modo da prevenire le frodi. (ANSA).

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