Ovicaprino: in Sardegna 20 mila aziende in crisi

Con un documento sottoscritto anche da Anci e Uncem, sei organizzazioni della filiera ovicaprina della Sardegna chiedono soluzioni immediate alla grave crisi che investe circa 20.000 aziende, quasi i due terzi di tutte le imprese agricole dell’isola. I rappresentanti di Confagricoltura, Cia, Copagri, Agci-Agrital, Confcooperative e Legacoop agroalimentare sollecitano un incontro con i capigruppo del Consiglio regionale e con la commissione Agricoltura, in vista della discussione del collegato alla Finanziaria. Inoltre, le segreterie regionali delle organizzazioni agricole e delle centrali della cooperazione chiedono un immediato confronto con l’assessore regionale all’Agricoltura, Andrea Prato, e invieranno una lettera a sindaci, parlamentari, consiglieri regionali e provinciali, segretari di partito e sindacali, presidenti di Provincia e al presidente della Regione per chiedere loro di difendere il comparto “attraverso l’esplicita adesione” alle proposte presentate. Gli allevatori sollecitano un tavolo regionale di crisi che includa organizzazioni professionali e centrali cooperative piu’ rappresentative, interventi straordinari di sostegno per il settore, misure strutturali e infrastrutturali per il rilancio, risorse finanziarie adeguate per affrontare lo stato di crisi cui si associano misure come la posticipazione del pagamento dei contributi previdenziali e il loro abbattimento del 50%, protocolli d’intesa con le banche per facilitare l’accesso al credito, il “prestito di conduzione” con l’intervento della Regione che abbatta il tasso di interesse compatibilmente al regime de minimis, la semplificazione delle procedure burocratiche che interessano il comparto, azioni per la commercializzazione del latte attraverso le organizzazioni dei produttori anche con sostegno della Sfirs.
“Le nostre proposte sono aperte al contributo di tutti”, ha precisato Giorgio Piras, presidente della Cia, in riferimento al fatto che nel documento manca la firma della Coldiretti. “Se le nostre istanze non saranno accolte dalle istituzioni competenti, valuteremo la possibilita’ di organizzare una grande manifestazione a Cagliari senza escludere azioni eclatanti”, ha aggiunto. I firmatari del documento hanno anche chiesto ai Consigli comunali e provinciali di approvare un ordine del giorno a sostegno delle imprese agricole,delle cooperative e delle famiglie sarde che vivono del settore primario, la cui capacita’ d’acquisto si e’ ridotta negli ultimi anni del 50%. Giovedi’ prossimo, giorno in cui e’ stata convocata l’assemblea straordinaria dell’Anci, gli allevatori vogliono sia una “giornata della solidarieta’ a un mondo del tutto isolato”, come ha spiegato Serafino Mura della Cia di Oristano, “e l’occasione per far capire la grave emergenza del comparto”.
(AGI)

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