Pac, Anci promuove la “Carta di Matera” della Cia

Costruire una nuova politica agraria nazionale partendo dal territorio e, quindi, dal supporto degli enti locali. E’ questo l’obiettivo della ”Carta di Matera”, il manifesto programmatico delineato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori per coinvolgere i comuni italiani nella costruzione di ”un futuro con piu’ agricoltura”. Un invito – rende noto la Cia – raccolto immediatamente dal presidente dell’Anci, Sergio Chiamparino, che il 3 febbraio prossimo, alle ore 15 presso la sede dell’associazione in via dei Prefetti a Roma, siglera’ con il presidente della Cia Giuseppe Politi un protocollo d’intesa che raccoglie le sfide della ”Carta” e s’impegna a veicolare e a promuovere le istanze contenute nel documento. Con la firma di giovedi’ prossimo, dunque, s’inaugura ufficialmente – afferma la Cia – un nuovo corso delle relazioni tra agricoltori e comuni italiani, in un momento in cui il settore primario attraversa una crisi assai complessa: costi e oneri burocratici in crescita, redditi in caduta libera, prezzi non remunerativi, scarsa mobilita’ fondiaria, debolezza di servizi qualificati di formazione o consulenza e squilibri notevoli nella filiera agroalimentare. Il tutto mentre l’Unione europea, a cominciare dalla riforma della Pac post 2013, pone nuove sfide che non possono non essere raccolte: i cambiamenti climatici, le energie rinnovabili, le risorse idriche e la salvaguardia della biodiversita’. Per affrontare tutto questo – spiega la Cia – e’ necessario, oggi piu’ che mai, lavorare insieme agli enti locali, stabilendo rapporti e stipulando accordi, concordando indirizzi e programmi di attivita’ e soprattutto attuando politiche sul territorio a favore di tutta la collettivita’. La ”Carta di Matera”, stilata dalla Confederazione nel corso dell’ultima ”Festa nazionale dell’agricoltura” a settembre, promuove un ”patto” tra le organizzazioni degli agricoltori e gli amministratori locali, che si fonda su principi come la rivalutazione dell’attivita’ agricola in tutte le sue forme, la salvaguardia del suolo e dell’ambiente e la valorizzazione del rapporto tra cibo e territorio. Non dimenticando – conclude la Cia – la diffusione prioritaria dei servizi e la semplificazione della macchina burocratica, senza le quali le imprese agricole non vanno avanti. (ANSA).

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