Pac: Catania, quadro quasi ottimale per l’Italia

Consiglio ministri UE BruxellesL’Italia arriva “serena” alla “fase calda” del negoziato sulla Politica agricola comune, in quanto “sommando gli antichi con i più recenti successi” sui punti chiave per l’Italia si ottiene un “quadro attuale quasi ottimale”. Lo ha assicurato il ministro per le politiche agricole Mario Catania a margine dei lavori del Consiglio Ue agricoltura. Risolte positivamente le questioni dell’inverdimento (greening), della definizione di ‘agricoltore attivo’ e della convergenza interna, aperte sono rimaste solo alcune questioni “di seconda linea”, come il miglioramento del sistema degli aiuti accoppiati, la questione delle quote di produzione dello zucchero e una maggiore attenzione per l’ortofrutta, che però sarà oggetto di una proposta specifica della Commissione nella seconda parte dell’anno.
In vista dell’accordo sull’approccio generale che il Consiglio adotterà domani “al 99%” in vista del negoziato con il Parlamento, tutte le delegazioni hanno incontrato in bilaterale la presidenza irlandese di turno e il commissario Ue all’agricoltura Dacian Ciolos. L’Italia ha chiesto – ha riferito Catania – che sul sistema di sostegno accoppiato ci sia una disposizione che si applichi “in modo esaustivo” a tutti prodotti agricoli, “incluso tabacco, patate e carne di maiale”, e non solo a una lista predefinita, ed è anche favorevole ad un livello più alto del 10% per l’erogazione degli aiuti accoppiati. Altra richiesta, in materia di sviluppo rurale, l’innalzamento del tetto del contributo pubblico dal 65% all’80%, come già previsto per il vino, nell’ambito della gestione del rischio. Quanto allo zucchero, invece, Catania ha espresso la sua “perplessita” alla proroga del regime delle quote, che “non è una questione di poco conto” e quindi deve essere discussa adeguatamente in modo da prendere una “decisione che tenga conto degli interessi di tutti i paesi, di quelli che hanno rinunciato totalmente o parzialmente alle quote, e delle imprese che fanno raffinazione o che producono isoglucosio”. Si tratta, però, ha sottolineato il ministro, di “questioni di seconda linea”, in quanto quelle chiave “son tutte già state risolte prima”. (ANSA)

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